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    Milano

    DIFFICILE
    Adesso 1/2017
    piazzadelduomo
    © Boris Stroujko/Shutterstock.com
    Von Marina Collaci und Eliana Giuratrabocchetti

    La Milano di Oliviero Toscani

    Milano è l’unica città d’Italia dove tu arrivi, dici che sei “milanese” e nessuno ti dice niente. In tutte le altre città d’Italia, Roma compresoeinschließlichcompresa, non è così e rimani per sempre uno lo stranieroFremderstraniero. È questa la la ragioneGrundragione del il successoErfolgsuccesso di un posto così aperto al nuovo; i veri milanesi in realtà sono pochissimi e molti personaggi importanti della cultura milanese vengono da tutt’altri luoghi. Sono molto legato averbunden mitlegato a Corso Como perché è la strada dove sono nato. Ora è diventata di modaangesagtdi moda, è piena di il negozioGeschäftnegozi e caffè all’ultimo gridoSzene-, nach dem letzten Schreiall’ultimo grido, ma all'epocaseinerzeitall’epoca era una zona molto hier: einfach, Arbeiterpopolarepopolare. Sono cresciuto in una la casa di ringhieraLaubenganghauscasa di ringhiera, con gli appartamenti che hinausgehen in/aufaffacciarsi susi affacciano sul il cortileInnenhofcortile. Erano case povere, dove eri costretto a fare una vita comunitarioGemeinschafts-comunitaria, se pensi che per andare a casa tua dovevi passare attraverso qc.durch etw. durchgehenpassare attraverso la casa degli altri: una cosa anche affascinantefaszinierendaffascinante per me bambino, che mi sono fatto grandi la partita di palloneFußballspielpartite di pallone in cortile con tutti i vicini di casa. Oggi fortunatamentezum Glückfortunatamente le belle case di ringhiera sono state ristrutturate e valorizzareaufwertenvalorizzate.

    Credo che Milano sia nel cuore una città protestante, che non ama mostrare la ricchezza e anzi la trova imbarazzante. Per vedere il lusso bisogna andarlo a cercare

    A 20 anni sono andato ad abitare ai Navigli per il semplice il fattoTatsachefatto che lì, all’epoca, le case costavano poco, pensa un po’, ora invece sono di gran lusso. Oggi non abito più a Milano, ci vado solo per lavoro nel mio studio, il Superstudio di Via Tortona. alloggiareübernachtenAlloggio sempre nello stesso bellissimo albergo che consiglio caldamentewärmstenscaldamente, l’Hotel Magna Pars in Via Forcella, che sta in un quartiere molto milanese nello spirito, nel senso che qui il proverbialesprichwörtlichproverbiale l'estroEingebungestro artistico di architetti e designer milanesi ha trasformato una la zona industrialeGewerbe-/Industriegebietzona industriale in un luogo piacevolissimo, ricco di ristorantini e atelier. Quando posso me ne vado a passeggiare lungo Corso Venezia ed entro dentro ogni palazzo. Da fuori non si può capire la bellezza di quelle case che nascondereversteckennascondono cortili e giardini che essere la fine del mondosagenhaft seinsono la fine del mondo. Credo che Milano sia nel cuore una città protestante, che non ama mostrarezeigenmostrare la ricchezza e anziim Gegenteilanzi la trova imbarazzantepeinlichimbarazzante. Per vedere il lusso bisogna andarlo a cercare.

    Chi è > Oliviero Toscani è nato a Milano nel 1942. Dopo avere studiato fotografia a Zurigo, crea per i più grandi marchi italiani della moda la campagna pubblicitariaWerbekampagnecampagne pubblicitarie di forte impattosehr wirkungsvolldi forte impatto, che sono nello stesso tempo anche strumenti di la denuncia(öffentliche) Anklagedenuncia sociale. Le sue foto e i suoi slogan per la Benetton, che inneggiare a qc.etw. verherrlichen/preiseninneggiano a un mondo pacifico e allegro, popolato dabevölkert vonpopolato da ragazzi di ogni paese, hanno contribuito notevolmente al successo della casa di moda. Oliviero Toscani ha poi ideato un giornale globale chiamato Colors e fondaregründenfondato Fabrica, un il centro di ricercadas Forschungszentrumcentro di ricerca sulla comunicazione. Dal 2007 porta avanti il progetto “Razza umana”, realizzando fotografie sulle diverse morfologie e condizioni umane, per rappresentare tutte le espressioni, le caratteristiche fisiche, somatiche, sociali e culturali dell’l'umanitàMenschheitumanità.

    La Milano di Inge Feltrinelli

    Io amo Milano, la amo da quasi 60 anni, da quando trasferirsiumziehenmi sono trasferita qui da Amburgo. È una città vivace, brillante, esuberanteübersprudelndesuberante e trovo che questi ultimi due anni sono stati stupendotollstupendi: la città è diventata sempre più sexy. Hanno aperto lo spazio espositivoAusstellungsflächespazi espositivi come il Silos Armani di Via Bergognone, che presenta 40 anni di collezioni di moda ed è magnifico, ma anche la Fondazione Prada, progettatoentworfenprogettata da Rem Kool- has, che si trova a Largo Isarco, nata dentro una distilleria dei primi del il Novecento20. JahrhundertNovecento. Poi ci sono infinite la mostraAusstellungmostre alla Triennale di Milano, al Palazzo dell’Arte in Viale Alemagna 6, gli spettacoli nel suo Teatro dell’arte.

    È una città vivace, brillante, esuberante  e trovo che questi ultimi due anni sono stati stupendi : la città è diventata sempre più sexy

    È affascinante andare la sera alla Nuova Darsena con tutti i il localinokleines Lokallocalini; di giorno passeggiare nell’l'orto botanicobotanischer Gartenorto botanico di Brera proprio al centro della città; fare merendaeinen Imbiss zu sich nehmenfare merenda alla Pasticceria Marchesi, una la pasticceriaKonditoreipasticceria storicolegendärstorica di Milano, buonissima, che si è trasferita da poco in un bellissimo locale che affacciarsi suhier: mit Blick aufsi affaccia sulla Galleria Vittorio Emanuele: dalle finestre ad arcoGewölbe-ad arco si vedono i mosaici. E proprio lì, vicino al Duomo, c’è anche la nostra nuova grandissima la libreriaBuchhandlunglibreria; ma abbiamo uno spazio molto bello anche in Piazza Gae Aulenti, che è una piazza che adoro, si chiama Red, non offrireanbietenoffre solo libri ma anche cibo, infatti ha anche un ristorante. E poi dal 13 dicembre abbiamo aperto anche noi la Fondazione Feltrinelli, che occuparsisich beschäftigensi occupa di cultura a tutto tondoumfassend, hier: jeder Arta tutto tondo: 8000 metri quadri con un archivio di 500 libri di economia e storia del il movimento operaioArbeiterbewegungmovimento operaio. È aperta a tutti! dimenticarevergessenDimenticavo di raccomandareempfehlenraccomandare Corso Como per lo shopping e, per mangiare, di fare un saltovorbeischauenfare un salto da Eataly.

    Chi è > La fotoreporter e giornalista tedesca Ingrid Schöntal ha ritratto alcuni dei più celebreberühmtcelebri scrittori e pittori del Novecento come Ernest Hemingway, Günter Grass, Pablo Picasso e Chagall. Vive a Milano dal 1960, quando sposò l’l'editore m.Verlegereditore Giangiacomo Feltrinelli. Dopo la morte del marito, dal 1972, ha preso in mano la la casa editriceVerlagcasa editrice e la la rete di venditaVertriebsnetzrete di vendita, fondaregründenfondando in tutta Italia più di 100 librerie. Oggi Inge Feltrinelli è il consigliereVorstandsmitgliedconsigliere della la fondazioneStiftungFondazione Giangiacomo Feltrinelli e membro del il Comitato promotoreFördervereinComitato promotore della Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri. Ha ricevuto numerosi premi, il riconoscimentoAuszeichnungriconoscimenti e lauree honoris causa.

    La Milano di Bruno Bozzetto

    Io sono innamorato dei Navigli, mio figlio un tempo aveva il suo studio in questo quartiere particolare di Milano e ogni volta che andavo a trovarlo scoprireentdeckenscoprivo una città nuova, anzivielmehranzi mi sembrava di stare in un piccolo paese. Perché il problema della nostra la civiltàKulturciviltà e di metropoli come Milano è che siamo troppi, che c’è troppa gente, che è tutto meccanizzatomechanisiertmeccanizzato: si fa la spesa nei grandi supermercati rinunciareverzichtenrinunciando ai rapporti umani. Ai Navigli invece regnareherrschenregna un'atmosfera raccoltogemütlichraccolta: ci sono poche persone sui il marciapiedeGehwegmarciapiedi, nei tanti piccoli il negoziettokleines Geschäftnegozietti estrosooriginellestrosi è facile scambiare due chiacchiereein paar Worte wechselnscambiare due chiacchiere, basta andarci due volte e si finisce per diventare amici del il proprietarioEigentümerproprietario. Il mio preferito è naturalmente il negozio di fumetti (Supergulp, Alzaia Naviglio Grande 54). Poi c’è una strada che conserva ancora lo lo spiritoGeistspirito creativo e la la vivacitàLebendigkeitvivacità della Milano intraprendenteinitiativintraprendente, è Via Savona, ricca di negozietti interessanti, boutique artigianaleKunsthandwerks-artigianali, designer, atelier di l’artista m./f.Künstler, -inartisti creativi, vecchie fabbriche trasformatoumgewandelttrasformate, ristorantini sfiziosoleckersfiziosi e anche un vecchio il cinema d’essayhier: Programmkinocinema d’essay, il Cinema Mexico. Milano è una città che va scoperta piano pianoganz allmählichpiano piano ed è bellissima se la si visita a piedi, andare a zonzoflanierenandando a zonzo senza meta, rinunciando alla metro e all’autobus, che finisce per imboccareeinschlagenimboccare solo strade principali e trafficatostark befahrentrafficate.

    Milano è una città che va scoperta piano piano  ed è bellissima se la si visita a piedi, andando a zonzo  senza meta

    Io adoro girarla a casaccioaufs Geratewohla casaccio, scegliendo sempre la via lateraleSeitenstraßevie laterali, evitando le grandi strade centrali. E quando vado a lavorare all’Istituto europeo di design, per esempio, che si trova dalle parti di Piazza delle Cinque Giornate, cerco di arrivare con largo anticipoviel frühercon largo anticipo, così da perdermi lungo le bellissime stradine laterali, ricche di giardini dove la gente ama prendere il sole. Mi sembra anche che l’aria sia più pulitosauberpulita, in queste stradine protette dai grandi palazzi che fare da barrieraeine Barriere bildenfanno da barriera. Penso a Via Cadore, che costeggiareentlang verlaufencosteggia Parco Vittorio Formentano con la sua palazzina libertyJugendstil-liberty, e alle strade che diramarsiabzweigensi diramano lì intorno. E poi ci sono i mille cortili segretogeheimsegreti che non si vedono se uno non ci infilarsihineinschlüpfensi infila dentro, perché Milano è una città meravigliosa, ma nascosta. Basta saperla guardare anche nelle vie centralissime come Via Montenapoleone o Via della Spiga. Oggi vivo a Bergamo e sì, mi manca la Milano degli anni Sessanta e Settanta, quando era forte lo lo spirito di avventuraAbenteuergeistspirito di avventura, la voglia dila ricercaSuche ricerca, il il desiderioVerlangen, Wunschdesiderio di fare nuove la scopertaEntdeckungscoperte. Oggi forse perché abbiamo tutto, ci manca il desiderio di fare nuove scoperte. Ma quando camminaregehen, laufencammino a piedi per Corso Vittorio Emanuele, che non ha macchine perché è l'area pedonaleFußgängerzonearea pedonale, ritrovo la mia vecchia Milano.

    Chi è > Bruno Bozzetto è il più celebre il fumettistaComiczeichnerfumettista italiano, autore anche di il cartone animatoZeichentrickfilmcartoni animati come La famiglia Spaghetti, Yes&No: Storia del mondo per chi ha fretta. Nato a Milano nel 1938, ha creato il signor Rossi, un personaggio che incarnareverkörpernincarna l’italiano medio e combatterekämpfencombatte contro il il malcostumeUnmoral, Unsittemalcostume. Il grande successo di pubblico è arrivato con il film animato Allegro ma non troppo del 1976. Uno dei suoi più bei il cortometraggioKurzfilmcortometraggi è stato commissionarein Auftrag gebencommissionato dal Goethe Institut e mettere a confrontovergleichenmette a confronto, con grande ironia, italiani e tedeschi:

     

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    Milano

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