NOTIZIE
14.02.2012
Confartigianato, Italia al top in Ue per aziende 'rosa', oltre 1,5 mln
Roma - (Labitalia) - La crisi picchia duro, ma le imprenditrici resistono e fanno guadagnare all'Italia il record europeo del maggior numero di aziende 'rosa'. A rilevarlo è l'Osservatorio sull'imprenditoria femminile curato dall'Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13a Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma. Secondo l'Osservatorio, nel 2011 in Italia operano 1.531.200 imprenditrici e lavoratrici autonome. Al secondo posto la Germania con 1.383.500 imprenditrici, seguita da Regno Unito (1.176.500), Polonia (1.035.200), Spagna (912.500) e Francia (827.200).
In particolare, le donne alla guida di imprese artigiane sono 368.677. Questa leadership italiana nell'Ue viene confermata anche dal peso che l'imprenditoria femminile ha sul totale delle donne occupate: in Italia è del 16,4%, di gran lunga superiore al 10,3% della media dell'area euro. Ma, per una donna, lavorare e mettersi in proprio nel nostro Paese non è facile dappertutto.
Confartigianato ha rilevato l'habitat migliore in Friuli Venezia Giulia che guida la classifica delle regioni con le condizioni ideali perché si sviluppino l'imprenditorialità e l'occupazione femminile. Seguono Emilia Romagna e Umbria. Tra le province 'amiche' del lavoro delle donne svettano ai primi tre posti Udine, Gorizia e Rimini. Nella zona nera della classifica regionale finiscono invece la Campania, la Sicilia e la Puglia. E tra le province con le peggiori condizioni per l’occupazione femminile si trovano Napoli, Palermo, Caltanissetta. I dati del nostro Osservatorio - sottolinea Edgarda Fiorini, presidente di Donne Impresa Confartigianato - dimostrano che fare impresa è sempre più un mestiere da donne. Siamo in presenza di un'imprenditoria femminile forte e dinamica che va incoraggiata. Al pari dei nostri colleghi abbiamo bisogno di interventi che ci liberino dai troppi vincoli e costi che soffocano le iniziative imprenditoriali. E vogliamo contare su un welfare che permetta alle donne di conciliare lavoro e famiglia e di esprimere nell'impresa le nostre potenzialità".
Se fare impresa è sempre più un'occupazione femminile, le donne si fanno largo anche in settori all'avanguardia e tradizionalmente maschili. Le imprenditrici impegnate nell'high tech formano una 'pattuglia' di 12.261 'pioniere' che si sono avventurate in ambiti come la robotica, l'elettronica, la chimica farmaceutica, la produzione di software e di apparecchiature di alta precisione, le telecomunicazioni, la ricerca scientifica, la consulenza informatica.Le donne a capo di piccole imprese innovative sono il 22,5% del totale degli imprenditori specializzati nei settori high tech. La frontiera dell'innovazione tecnologica è stata conquistata anche da 3.904 imprenditrici artigiane che hanno trovato terreno particolarmente fertile in alcune zone d'Italia.
Confartigianato ha stilato la classifica delle regioni e delle province con la maggiore presenza di artigiane high tech: in testa vi sono la Valle d'Aosta, la Sardegna e la Marche. A livello provinciale, Novara, Sassari e Nuoro guidano il gruppo delle aree territoriali che fanno registrare il numero più alto di aziende artigiane ad alta tecnologia guidate da donne.
Confartigianato ha rilevato l'habitat migliore in Friuli Venezia Giulia che guida la classifica delle regioni con le condizioni ideali perché si sviluppino l'imprenditorialità e l'occupazione femminile. Seguono Emilia Romagna e Umbria. Tra le province 'amiche' del lavoro delle donne svettano ai primi tre posti Udine, Gorizia e Rimini. Nella zona nera della classifica regionale finiscono invece la Campania, la Sicilia e la Puglia. E tra le province con le peggiori condizioni per l’occupazione femminile si trovano Napoli, Palermo, Caltanissetta. I dati del nostro Osservatorio - sottolinea Edgarda Fiorini, presidente di Donne Impresa Confartigianato - dimostrano che fare impresa è sempre più un mestiere da donne. Siamo in presenza di un'imprenditoria femminile forte e dinamica che va incoraggiata. Al pari dei nostri colleghi abbiamo bisogno di interventi che ci liberino dai troppi vincoli e costi che soffocano le iniziative imprenditoriali. E vogliamo contare su un welfare che permetta alle donne di conciliare lavoro e famiglia e di esprimere nell'impresa le nostre potenzialità".
Se fare impresa è sempre più un'occupazione femminile, le donne si fanno largo anche in settori all'avanguardia e tradizionalmente maschili. Le imprenditrici impegnate nell'high tech formano una 'pattuglia' di 12.261 'pioniere' che si sono avventurate in ambiti come la robotica, l'elettronica, la chimica farmaceutica, la produzione di software e di apparecchiature di alta precisione, le telecomunicazioni, la ricerca scientifica, la consulenza informatica.Le donne a capo di piccole imprese innovative sono il 22,5% del totale degli imprenditori specializzati nei settori high tech. La frontiera dell'innovazione tecnologica è stata conquistata anche da 3.904 imprenditrici artigiane che hanno trovato terreno particolarmente fertile in alcune zone d'Italia.
Confartigianato ha stilato la classifica delle regioni e delle province con la maggiore presenza di artigiane high tech: in testa vi sono la Valle d'Aosta, la Sardegna e la Marche. A livello provinciale, Novara, Sassari e Nuoro guidano il gruppo delle aree territoriali che fanno registrare il numero più alto di aziende artigiane ad alta tecnologia guidate da donne.
picchiare: hier: einschlagen
imprenditrice: Unternehmerin
erwirtschaften, einnehmen
autonomo: selbstständig
in führender Position
confermare: bestätigen
occupato: beschäftigt
natürliche Umgebung
Unternehmertum
Beschäftigung
svettare: herausragen
Profession
incoraggiare: ermutigen, fördern
soffocare: ersticken
zählen auf
in Einklang bringen
ausleben
Streife
apparecchiatura: Gerät
Grenze













