NOTIZIE
31.01.2012
Attenzione agli inganni del falso Made in Italy
Roma (Adnkronos) - ''Ben un italiano su cinque (20 per cento) quando è all'estero in vacanza sceglie la cucina italiana anche se una grande maggioranza del 70 per cento preferisce provare i piatti del posto''. E' quanto emerge da un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it dal quale si evidenzia peraltro che ''solo il 6 per cento si accontenta dei prodotti globalizzati come hamburger e hot dog mentre un 4 per cento non fa differenze e mangia ciò che capita''.
''L'analisi evidenzia il forte attaccamento degli italiani alla propria tradizione gastronomica che tuttavia all'estero viene spesso tradita da una diffusa "pirateria agroalimentare" che nel mondo -sottolinea la Coldiretti- utilizza infatti impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano al nostro Paese per alimenti che non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale.
Si stima che nel mondo su tre piatti presentati come italiani ben due contengono ingredienti che nulla hanno a che fare con la realtà produttiva del nostro Paese''. ''Il fatturato globale del Made in italy taroccato ammonta - sostiene la Coldiretti - a 60 miliardi di euro, pari a più del doppio del valore delle esportazioni originali. I Paesi dove sono più diffuse le imitazionisono Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti dove ad esempio - denuncia la Coldiretti - appena il 2 per cento dei consumi di formaggio di tipo italiano sono soddisfatti con le importazioni di formaggi Made in Italy, mentre per il resto si tratta di imitazioni e falsificazioni ottenute sul suolo americano con latte statunitense in Wisconsin, New York o California. Ma a preoccupare sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la Cina dove il falso Made in Italy è arrivato prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita''.
''Se in alcuni casi l''inganno' è particolarmente evidente con l'offerta nei menu di ''specialità italiane'' come gli spaghetti alla bolognese completamente sconosciuti nella città emiliana o le fettuccine Alfredo che niente hanno a che fare con quelle del noto ristorante romano, in altri è piu' difficile da scovare perché riguarda gli ingredienti di piatti dal richiamo familiare. Le imitazioni del parmigiano reggiano e del grano padano sono con il Parmesan la punta dell'iceberg diffuso in tutto il mondo, ma c'è anche - sottolinea la Coldiretti - il Romano prodotto nell'Illinois con latte di mucca anzichè di pecora, o la Fontina danese e svedese molto diverse da quella della Val d'Aosta, l'Asiago e il Gorgonzola statunitensi o il Cambozola tedesco imitazione grossolana del formaggio con la goccia''. ''La lista è lunga - precisa la Coldiretti - anche per i salumi con la presenza sulle tavole del mercato globale di pancetta, coppa, prosciutto Busseto Made in California, ma anche di falsi salami Toscano, Milano e addirittura di soppressata Calabrese tutelata dall'Unione Europea come prodotto a denominazione di origine. E non mancano casi di imitazione tra i prodotti simbolo della dieta mediterranea come il Pompeian olive oil che non ha nulla a che fare con i famosi scavi, ma è prodotto nel Maryland, o quello Romulo dalla Spagna con la raffigurazione in etichetta di una lupa che allatta Romolo e Remo.
Spaghetti 'napoletana', pasta 'milanesa', tagliatelle e capellini 'milaneza' prodotti in Portogallo, risotto 'tuscan' e polenta dagli Usa sono alcuni esempi di primi piatti taroccati mentre tra i condimenti risaltano i San Marzano: pomodori pelati 'grown domestically in the Usa' e la salsa Bolognese dall'Australia. Non sfugge al tarocco- conclude la Coldiretti- anche il vino simbolo del Made in Italy come il Chianti 'clonato'''.
Si stima che nel mondo su tre piatti presentati come italiani ben due contengono ingredienti che nulla hanno a che fare con la realtà produttiva del nostro Paese''. ''Il fatturato globale del Made in italy taroccato ammonta - sostiene la Coldiretti - a 60 miliardi di euro, pari a più del doppio del valore delle esportazioni originali. I Paesi dove sono più diffuse le imitazionisono Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti dove ad esempio - denuncia la Coldiretti - appena il 2 per cento dei consumi di formaggio di tipo italiano sono soddisfatti con le importazioni di formaggi Made in Italy, mentre per il resto si tratta di imitazioni e falsificazioni ottenute sul suolo americano con latte statunitense in Wisconsin, New York o California. Ma a preoccupare sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la Cina dove il falso Made in Italy è arrivato prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita''.
''Se in alcuni casi l''inganno' è particolarmente evidente con l'offerta nei menu di ''specialità italiane'' come gli spaghetti alla bolognese completamente sconosciuti nella città emiliana o le fettuccine Alfredo che niente hanno a che fare con quelle del noto ristorante romano, in altri è piu' difficile da scovare perché riguarda gli ingredienti di piatti dal richiamo familiare. Le imitazioni del parmigiano reggiano e del grano padano sono con il Parmesan la punta dell'iceberg diffuso in tutto il mondo, ma c'è anche - sottolinea la Coldiretti - il Romano prodotto nell'Illinois con latte di mucca anzichè di pecora, o la Fontina danese e svedese molto diverse da quella della Val d'Aosta, l'Asiago e il Gorgonzola statunitensi o il Cambozola tedesco imitazione grossolana del formaggio con la goccia''. ''La lista è lunga - precisa la Coldiretti - anche per i salumi con la presenza sulle tavole del mercato globale di pancetta, coppa, prosciutto Busseto Made in California, ma anche di falsi salami Toscano, Milano e addirittura di soppressata Calabrese tutelata dall'Unione Europea come prodotto a denominazione di origine. E non mancano casi di imitazione tra i prodotti simbolo della dieta mediterranea come il Pompeian olive oil che non ha nulla a che fare con i famosi scavi, ma è prodotto nel Maryland, o quello Romulo dalla Spagna con la raffigurazione in etichetta di una lupa che allatta Romolo e Remo.
Spaghetti 'napoletana', pasta 'milanesa', tagliatelle e capellini 'milaneza' prodotti in Portogallo, risotto 'tuscan' e polenta dagli Usa sono alcuni esempi di primi piatti taroccati mentre tra i condimenti risaltano i San Marzano: pomodori pelati 'grown domestically in the Usa' e la salsa Bolognese dall'Australia. Non sfugge al tarocco- conclude la Coldiretti- anche il vino simbolo del Made in Italy come il Chianti 'clonato'''.
Notizia concessa dal gruppo adnkronos.
im Ausland
Urlaub
Mehrheit
preferire: bevorzugen
piatto del posto: einheimisches Gericht
Umfrage
evidenziare: zeigen
Bindung
tradito: verraten
denominazione: Bezeichnung
stimare: schätzen
contenere: beinhalten
ingrediente: Zutat
gefälscht, kopiert
ammontare: betragen
imitazione: Kopie, Fälschung
soddisfatto: befriedigt
falsificazione: Fälschung
Betrug
sconosciuto: unbekannt
Spitze
Kuh
Schaf
dänisch
schwedisch
Speck
Presssack
tutelare: schützen
Ernährung
condimento: Gewürz













