Torino, fascino imprevedibile

    MEDIO
    Torino
    Von Luca Iaccarino

    Parlare di Torino non è facile, anche quando la si conosce bene. Di Torino, infatti, non ce n’è una sola. All’ombra della Mole nascondersisich versteckensi nascondono e confondersisich vermischenconfondono i molti il voltoGesichtvolti di una città dal fascino imprevedibileunvorhersehbarimprevedibile, che sa essere elegante e raffinata, caotica e misteriosa, creativa e festaiologerne feierndfestaiola.

    Benvenuti a Torino!

    Il punto di partenza ideale per farsi un’ideasich einen Überblick verschaffenfarsi un’idea della città è un gioiello, una la bombonieraBonbonnierebomboniera: Mulassano. Per chi non lo sapesse, si tratta di un minuscolo caffè nel cuore di Torino, in Piazza Castello. Una stanzina libertyJugendstil-liberty con il il soffitto a cassettoniKassettendeckesoffitto a cassettoni, tutta legni scuri, marmi, specchi, l’intarsioIntarsieintarsi, l’ottone m.Messingottoni e tavolini in pietra. Lo inaugurareeröffneninaugurò Amilcare Mulassano agli inizi del il Novecento20. JahrhundertNovecento, poi lo rilevareübernehmenrilevò, insieme con il marito, Angela Demichelis Nebiolo, che nel 1925 era tornata dall’America portandosi appressobei sichappresso un il tostapaneToastertostapane e quel tipo di sandwich che Gabriele D’Annunzio avrebbe battezzaretaufen, nennenbattezzato tramezzino. Se riuscite a trovare posto, ordinate un tramezzino con le le acciughe (pl.) al verdeSardellen in Kräutersoßeacciughe al verde e un caffè. Benvenuti a Torino! Una volta usciti, in piazza vi troverete di fronte alla Casaforte degli Acaja, una costruzione fortificatobefestigtfortificata che inglobareintegriereningloba una delle antiche porte romane. Dopo avere perso la sua funzione difensiva, cominciò a essere usata come residenza delle Madame Reali. Girarle intorno è come intraprendereunternehmenintraprendere un viaggio nel tempo, perché dall’altro lato della piazza il il fortiliziokleine Festungfortilizio medievalemittelalterlichmedievale rivela una straordinaria facciata settecentescoaus dem 18. Jahrhundertsettecentesca, realizzata dal grande architetto siciliano Filippo Juvarra (1678-1736) al tempo della seconda Madama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours (1644-1724). Palazzo Madama, così chiamato in onore della prima Madama Reale, Cristina di Borbone-Francia (1606-1663), svolse nel tempo molte funzioni e nell’Ottocento fu la sedeSitzsede del primo senato del Regno d’Italia. Oggi ospitarebeherbergenospita il Museo civico d’arte antica. Entrate a dare un’occhiata aeinen Blick werfen aufdare un’occhiata alla scala juvarriana, un vero il capolavoroMeisterwerkcapolavoro.

     

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