Santi anche in cucina

    DIFFICILE
    San Lorenzo
    Von Eliana Giuratrabocchetti

    Quando da piccola andavo in vacanza in Basilicata, mio padre mi portava a trovare le sue anziane zie, che l’avevano ospitarezu Gast haben, unterbringenospitato a Potenza durante gli anni del liceo. Mi divertiva salire su una sedia per arrivare in cimaobenin cima a un grande il comòKommodecomò, dove in bella vista c’era una la filaReihefila di la campana di vetroGlasglockecampane di vetro con dentro la statuinakleine Statue, Figurstatuine di santi. Ebbene sì, le zie non limitarsisich beschränkensi limitavano ai classici il santino di cartaAndachtsbildsantini di carta, ma tenevano in casa vere e proprie statuine di terracotta. Al centro, una campana era vuota. Un tempo conteneva la Madonna, ma un giorno – come le zie non mancarefehlen, hier: versäumenmancavano di raccontarmi a ogni visita –, mio padre l’aveva romperekaputt machenrotta giocando e loro non l’avevano mai sostituireersetzensostituita. in compensozum AusgleichIn compenso c’erano San Francesco con il suo il saioKuttesaio marrone e San Michele con lo lo scudoSchildscudo e il drago sotto i piedi… Come dalle zie di mio padre, in tantissime altre case i santini, sotto forma di statuine o la medagliettaAnhängermedagliette, fare partedazugehörenfanno parte della quotidianità: si tengono sul il cassettoSchubladecomodino, nel portafogli, chiusi in un cassetto, ma sempre pronti per ogni l’evenienzaFall, Anlassevenienza. Del resto, per capire quanto la religiosità sia la parte integranteBestandteilparte integrante della vita, basta camminare per la strada. Le chiese, i il santuarioWallfahrtsortsantuari, le l’edicola votivaHeiligennischeedicole votive, le “la madonnellakleine Madonnenstatuemadonnelle” agli angoli dei palazzi sono aspetti di una tradizione che permeareprägen, durchdringenpermea da secoli la cultura e la storia italiane. a riprova dizum Beweis vonA riprova di questo stretto il rapportoBeziehungrapporto ci sono anche i tanti modi di dire che derivaresich ableitenderivano dalla religione. La parola il cristianoChrist, Menschcristiano, per esempio, è un sinonimo di “l’essere (m.) umanoMenschessere umano”; per indicare una persona sfortunatoglücklossfortunata si dice che è un povero Cristo; un evento molto raro accaderepassierenaccade a ogni morte di papaalle heiligen Zeitena ogni morte di papa; chi vuole esprimere l’indignazione f.Empörungindignazione esclama che non c’è più religione; si dice cheavere qualche santo in paradisogute Beschützer haben ha qualche santo in paradiso chi fa carriera grazie alle la raccomandazioneEmpfehlung,raccomandazioni. E se qualcuno non vuol prendere una decisioneeine Entscheidung treffenprendere una decisione? Gli si dice di non fare come Pilato, mentre una persona che si comporta scorrettamenteunfairscorrettamente e tradisce gli altri è un Giuda.
     

    Santi anche in cucina

    Una grande la passioneLeidenschaftpassione degli italiani è sicuramente il cibo e certo non mancano i santi protettori delle la professioneBerufprofessioni legatoverbundenlegate alla cucina. Su tutti San Lorenzo, il cui il martirioMärtyrertodmartirio svolgersisich abspielensi svolse su una la graticolaGitterrostgraticola e che a un certo punto pare abbia esclamato: “Questo il latoSeitelato è pronto, ora giratemi dall’altro”… Per questo episodio è stato eleggerewähleneletto protettore dei cuochi (che però possono vantareaufweisenvantare anche un altro protettore, San Francesco Caracciolo), dei il rosticciereRostbraterei- Inhaberrosticcieri e, per l’affinitàÄhnlichkeitaffinità, anche dei il pasticciereKonditorpasticcieri. In cucina è un gesto consuetogebräuchlichconsueto mettere a lievitaregehen lassenlievitare la pasta del pane facendo una croce in cima, oppure preparare determinati piatti solo durante le feste legate al patrono della città o nel giorno in cui si festeggia un particolare santo. Senza dimenticare che in campagna resistereüberdauernresistono ancora molti il ritoRitual, Brauchriti legati alla religione. Un vecchio proverbio recitarelautenrecita che a San Martino ogni mosto diventa vino: significa che il il vino novelloFederweißervino novello si può assaggiareprobierenassaggiare solo a partire dal giorno di San Martino, l’11 novembre.

    San Giovanni

    San Giovanni Battista è il patrono di molte città italiane, tra cui Genova, Torino e Firenze, e si festeggia il 24 giugno, giorno che già nell’antichità era legareverbindenlegato alla la raccoltaErnteraccolta delle la noceWalnussnoci. La notte fra il 23 e il 24 giugno è infatti la più corta dell’anno e, per tradizione, quella in cui vengono raccolte le noci fresche.

    Il il nocinoNusslikörnocino di San GiovanniINGREDIENTI
    • 1 l di alcol a 95 gradi
    • 24 noci fresche
    • 500 g di zucchero
    • 500 ml di acqua
    • 4 il chiodo di garofanoGewürznelkechiodi di garofano
    • 1 la stecca di cannellaZimtstangestecca di cannella
    • la la scorzaSchalescorza di un limone
    PREPARAZIONE
    Togliete il il mallogrüne Schalemallo alle noci, lavatelo e dividereteilendividetelo in quattro parti. Mettetelo a macerareeinlegenmacerare nell’alcol insieme alla cannella, alla scorza del limone e ai chiodi di garofano. lasciare a riposoruhen lassenLasciate a riposo per circa quattro mesi. Filtratelo e mescolareverrührenmescolatelo a uno sciroppo preparato sciogliereauflösensciogliendo lo zucchero nell’acqua. Fate riposare ancora qualche mese prima di servire.

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