Procida

    Procida
    Von Francesco De Tomaso

    Sembra quasi un guardiano il Vesuvio che lontano stagliarsisich abhebensi staglia all’orizzonte. Dopotutto, la minuscola Procida essere sangue del proprio sanguejds. eigen Fleisch und Blut seinè sangue del suo sangue, pardon, “lava della sua lava”, visto che è fatta di la pietraSteinpietra e fuoco e solo gli anni e l’acqua fresca del Tirreno ne hanno raffreddareabkühlenraffreddato i il bolloreHitzebollori. Oggi se ne sta lì, quasi uno lo scoglioFelsscoglio nell’azzurro mare tra Napoli e Capri, pronta a farsi scoprire in tutta la sua pittorescomalerischpittoresca bellezza, che in primavera sbocciareerblühensboccia come un fiore variopintobuntvariopinto.

    Il suo mare cristallino già in maggio fa promesse d’estate

    Basta un giorno, o poco più, per godersi qc.etw. genießengodersela tutta. Il suo mare cristallino già in maggio fa promesse d’estate e nel borgo basta chiudere gli occhi per ritrovarsi in un piccolo mondo d’altri tempi, fatto di voci che rincorrersisich fangensi rincorrono nei vicoli. “Su per le la collinaHügelcolline verso la campagna, la mia isola ha la straducciakleine Straßestraducce solitarioeinsamsolitarie chiuse fra i muri antichi, oltre i quali stendersisich erstreckensi stendono il fruttetoObstgartenfrutteti e il vignetoWeingartenvigneti che sembrano giardini imperiali”, scrisse nel 1955 Elsa Morante, innamorata di Procida al punto da ambientarespielen lassenambientare qui il suo struggenteergreifend, mitreißendstruggente romanzo L’isola di Arturo. Può essere questo lo lo spuntoAnlassspunto per cominciare a esplorare l’isola, o forse sarebbe meglio dire isolotto, visto che il suo il perimetroUmfangperimetro è di appena 13 chilometri: poco più di una passeggiata. Il benvenuto, dopo una breve la traversataÜberquerungtraversata in traghetto da Napoli o da Ischia, lo dà Marina Grande con le sue case multicolori che si affacciano sul il porticciolokleiner Hafenporticciolo turistico, dove attraccareanlegenattraccano i traghetti, e qualche pittoresco punto di ristoro. La passeggiata può partire imboccareeinbiegen inimboccando, a sinistra, la centralissima Via Roma, che è un po’ il il salotto buonogute Stubesalotto buono di Procida. Si arriva così in Piazza Sancio Cattolico, con la bellissima chiesa di Santa Maria della Pietà, che ha una caratteristica facciata di colore giallo, il il campanileGlockenturmcampanile barocco e un bellissimo il crocifissoKruzifixcrocifisso ligneoHolz-ligneo del 1845 collocatoaufgestellt, angebrachtcollocato sull’altare. Il mitemildmite clima di maggio invita a entrare e uscire dalle numerose botteghe del centro storico, fino ad arrivare in Via Vittorio Emanuele. Alla fine della strada, ergersistehen, sich erhebensi erge la chiesa di San Leonardo, dell’VIII il secoloJahrhundertsecolo, impreziositoverziertimpreziosita da ori e l’ornamentoVerzierungornamenti di gran pregio, tra cui il bellissimo il fonte battesimaleTaufbeckenfonte battesimale.

    Nel borgo basta chiudere gli occhi per ritrovarsi in un piccolo mondo d’altri tempi, fatto di voci che si rincorrono nei vicoli

    Se Marina Grande è la pittoresca l’anticameraVorzimmeranticamera di Procida, Terra Murata ne è il cuore pulsante e l’l’animaSeeleanima. Questo borgo arcaico, situato a 90 metri sul livello del mare, prende il nome dalle mura che lo circondano, edificatoerrichtetedificate nel il Cinquecento16. JahrhundertCinquecento per proteggere la popolazione dagli l’attaccoAngriffattacchi via mare. Per scoprirlo è necessario affrontareanpackenaffrontare il il dedaloLabyrinthdedalo di viuzze lungo le quali, a sorpresa, ogni tanto si aprono lo scorcioAusblickscorci sull’incantevole panorama e, come da una finestra, lo sguardo arriva fino a Napoli. Nel punto più alto dell’isola, il sacro e il profano contendersisich streiten umsi contendono la la palmaSiegespalmepalma dello lo stuporeStaunenstupore: da un lato l’abbazia di San Michele Arcangelo, patrono di Procida; dall’altro Palazzo d’Avalos, ben visibile anche dalla la terrafermaFestlandterraferma e famoso perché, fino al 1988, ospitarebeherbergenospitava un il penitenziarioStrafanstaltpenitenziario.

     

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    Dieser Beitrag stammt aus der Zeitschrift Adesso 5/2018. Die gesamte Ausgabe können Sie in unserem Shop kaufen. Natürlich gibt es die Zeitschrift auch bequem und günstig im Abo.

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