Nostra Signora del Rock

    MEDIO
    Gianna Nannini
    Von Salvatore Viola

    Lei vive da tempo stabilmente in Inghilterra, a Londra. E l’Italia?

    Mah, vivo qui ormai da trent’anni, ma andare e venirekommen und gehenvado e vengo, non passo tutto il tempo a Londra.

    E Siena?

    Siena è e resta la mia città, il mio il punto di riferimentoBezugspunktpunto di riferimento… se non fossi nata a Siena non canterei così.

    Come nasce il suo specialissimo il rapportoVerhältnis, Beziehungrapporto con la Germania?

    Nasce negli anni Ottanta, quando facevo le prime canzoni da la cantautriceLiedermacherincantautrice… Là mi ascoltavano anche se non capivano il testo. Il primo rapporto instaurarsihier: entstehensi è instaurato con la voce. Penso di aver conquistareerobernconquistato un po’ la Germania con la mia voce, perché è una voce mediterranea, molto particolarebesondersparticolare. Ma la Germania mi ha dato tanto dal il punto di vistaGesichtspunktpunto di vista della creatività. L’amore per questo paese nascere da qc.sich aus etw. ergebennasce anche nascere da qc.sich aus etw. ergebendal fatto che è stato il primo a scegliereaussuchenscegliermi. L’album America conteneva canzoni molto rock e in Italia il rock non c’era. In Germania, invece, già avere dimestichezza con qc.mit etw. vertraut seinavevano dimestichezza con il rock al femminile, non avevano, come si può dire, paura di me.

    E del resto quello fu un disco molto trasgressivo per l’epoca, a cominciare dalla la copertinaCovercopertina

    Sì, era un disco molto provocatorio. In copertina c’era un il vibratoreDildovibratore a stelle e strisce al posto della fiaccola della la Statua della LibertàFreiheitsstatueStatua della Libertà. Ma la la casa discograficaPlattenfirmacasa discografica ci credeva molto. Fu dopo però, quando incontrai Conny Plank [Konrad Plank, produttore discografico tedesco,1940-1987, nd.r.] che capii cosa dovevo fare della mia vita. In quel periodo, all’inizio degli Ottanta, a Colonia io potevo approfittare di qc.etw. (aus)nutzenapprofittare di un clima musicale bellissimo con musicisti provenientestammendprovenienti da mondi diversi che collaboravano alle mie canzoni. Insomma Colonia è stato il centro di una piccola rivoluzione musicale. Lì si respira un clima nuovoein neues Klima entstehtsi respirava un clima nuovo, che era poi quello della Neue Deutsche Welle, e che attrarreanziehenattraeva in Germania artisti da tutt’Europa.

    Rimaniamo sugli inizi della sua carriera. Lei, prima della Germania, scoprireentdeckenè stata scoperta in Italia da una donna oggi famosa per il suo ruolo televisivo di la giudiceJurymitgliedgiudice di X-factor, ma che è in realtà una grande scopritrice di talenti, Mara Maionchi.

    Beh, lei fu la prima discografica a credere in me e mi mettere nelle mani di qcn.in jemandes Hände legenmise nelle mani di un produttore bravo come Claudio Fabi. Quando Mara mi sentiva cantare si emozionava e mettersi a piangerein Tränen ausbrechensi metteva a piangere, ma io all'epocadamalsall’epoca rimanevo, come dire, perplessa e mi dicevo: “Certo se questa piange, delle due l’una: o sono molto brava o… “far piangerehier: zum Heulen schlecht seinfaccio piangere”.

    Agli inizi della sua carriera lei fa un l'incontroBegegnungincontro, che poi diventa una collaborazione, con un grande maestro del cinema, Michelangelo Antonioni.

    È stato un l'onore (m.)Ehreonore lavorare con lui. Un vero gigante del cinema. Di Antonioni ricordo il suo essere di poche parolewortkargdi poche parole. Per il cinema provava un’attrazione magica, fatale. Con lui abbiamo fatto il video di Fotoromanza, in assoluto uno dei primi video musicali in Italia. Era un perfezionista, quando dare il ciakdas Startkommando für die Dreharbeiten erteilendava il ciak era un momento magico.

    Quali sono state le tappe più importanti della sua carriera?

    Ogni dieci anni bisogna cambiare, bisogna rischiare, rimettersi in discussionesich wieder in Frage stellenrimettersi in discussione. Altrimenti si finire per fare qc.letzendlich etw. tunfinisce per fare sempre le stesse cose. Potrei dividere la mia carriera in tappe. La prima la definirei quella della cantautrice, che si chiude con l’album Latin lover [1982, n.d.r.]. Con questo album infatti si apre diciamo la fase rock. Un’altra tappa importante si è aperta dopo la la morteTodmorte di Conny Plank, con l’album Scandalo: con questo disco comincia la fase “inglese”, che non vuol dire che io cantassi in inglese, ma che gli inglesi lavoravano per la mia musica…

    Infatti non ricordo sue canzoni in inglese.

    Ma vedi, è giusto che inglesi e americani mettersi al servizio di qc.sich in den Dienst (einer Sache) stellensi mettano al servizio della nostra cultura. Ognuno deve cantare nella propria lingua. Non bisogna assolutamente abbandonarehier: aufgebenabbandonare le proprie la radiceWurzelradici. Con le proprie radici si va ovunqueüberallhinovunque, senza non si va da nessuna parte.

    In pratica il contrario di quello che si pensa e che si fa: si canta in inglese perché si pensa che così sia più facile sfondareden Durchbruch schaffensfondare sul mercato internazionale.

    La produzione italiana in inglese rappresenta in realtà un il dannoSchadendanno per la nostra musica. Quando fai musica, la cosa veramente importante è l’identità.

    Nel 2014 esce Hitalia, con i classici della canzone italiana, da Lontano dagli occhi di Sergio Endrigo alla famosissima Volare di Domenico Modugno. Una dichiarazione d’amore alla musica italiana?

    Ho fatto un album con le canzoni della tradizione italiana perché ho sentito il bisogno di dare un il respirohier: Note, Nuancerespiro internazionale alla nostra musica, semplicemente perché lo meritareverdienenmerita. Dunque l’ho ripresa, l’ho ricantata a modo mio e le restituirezurückgebenho restituito il “presente”. Non volevo che quelle canzoni fossero solo un ricordo del passato, ma musica attuale, di oggi. Attraverso degli arrangiamenti potentegewaltigpotenti, nuovi, realizzati da alcuni tra i migliori produttori al mondo, l’ho trasformata in rock.

    Il suo ultimo disco si chiama Amore gigante…

    “Gigante” è questo abbraccio per tutti i popoli, per tutte le culture, al di là di tutti i razzismi. L’amore “gigante” è quello che non ha limiti, un amore che superarehier: überwindenha superato tutte le barriere. L’amore gigante è quello che ho per il mio pubblico… è quello che ho per mia figlia…

    A proposito di sua figlia. Quali sono i il valoreWertvalori che vorrebbe trasmetterevermittelntrasmetterle e che mondo vorrebbe per lei?

    l'indipendenzaSelbstständigkeitIndipendenza e la generositàGroßzügigkeit, Gütegenerosità. Sono le cose fondamentali. Poi il resto lo deve scegliere lei. Non le nascondereverbergennasconderò che nel mondo ci sono anche le cose brutte, ma le insegnerò che ci sono cose belle e sono quelle che devono essere portare avantivorantreibenportate avanti. Ma soprattutto, appunto, le insegnerò l’importanza di fare le proprie la sceltahier: Entscheidungscelte in maniera indipendente.

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