L'Italia a Ratisbona

    Regensburg Dom St. Peter

    RatisbonaRegensburgRatisbona, dal 2006 Patrimonio Unesco, è definita la “San Gimignano di Baviera” per le sue torri medievalemittelalterlichmedievali. Nata come l'accampamentoLegionslageraccampamento romano sul il DanubioDonauDanubio nel I secolo d.C., ha un intenso il legameVerbindunglegame con l’Italia: nel il Duecento13. JahrhundertDuecento, grazie alle opere di artisti di Como e al ruolo di metropoli commercialeHandels-commerciale in contatto con Venezia; nel Settecento, con la famiglia dei Thurn und Taxis, originaria della zona di Bergamo, e le opere degli artisti veneti.

    Per leggere gli approfondimenti clicca sulla cartina interattiva. In basso trovi i testi comprensivi di glossario.

    1. Niedermünsterkirche

    Nel 179 d.C. l’originario accampamento romano del I secolo d. C. viene ricostruito in muraturain Steinbauweisein muratura dai soldati della Terza legione Italica, formata – come suggerirehier: nahelegensuggerisce il nome – soprattutto da uomini, circa 6.000, proveniente da(stammend) von/ausprovenienti dalla la penisolaHalbinselpenisola italiana. Dal nuovo centro abitato, che viene chiamato Castra Regina, svilupparsisich entwickelnsi svilupperà la moderna Ratisbona. Per rivivere l’atmosfera dell’epoca romana il consiglio è di iniziare la passeggiata dal suggestivo ambiente ricavato sotto l’l'abbaziaAbteilabbazia di Niedermünster. Qui, tra mura romane e medievali scoperte per casozufälligper caso intorno al 1960, video e un’l'illuminazione f.Beleuchtungilluminazione molto particolare dei il repertoFundstückreperti archeologici, è possibile farsi un’idea molto precisa dello sviluppo dell’abitato fino all’epoca medievale.

    2. Porta Praetoria

    Una volta tornati all’aria aperta, non perdetevi, a due passi, i resti della Porta Praetoria, risalente azurückgehend aufrisalente al 179 d.C., tra i il monumentoDenkmalmonumenti più antichi della città e uno dei suoi simboli. La Porta Praetoria e la Porta Nigra di TreviriTrierTreviri, sono le uniche due porte romane in pietra ancora visibili a nord delle Alpi.

    3. Dom St. Peter

    Interno

    Poco lontano ergersisich erheben, emporragensi erge maestoso l’l'edificioGebäudeedificio più importante di Ratisbona, il Duomo, un il capolavoroMeisterwerkcapolavoro dell’l'arteKunstarte gotica dedicato a San Pietro. La prima chiesa sorge probabilmente all’inizio dell’VIII secolo, quella attuale risale al 1273 circa, mentre le torri sono un’l'aggiuntaErweiterung, Ergänzungaggiunta del XIX secolo. Una volta entrati, bisogna abituarsi alla la penombraHalbdunkelpenombra per notare, nella la navata centraleMittelschiffnavata centrale, il il monumento funebreGrabmalmonumento funebre dedicato al il vescovoBischofvescovo Philipp Wilhelm di Baviera, morto ad appena 22 anni nel 1598. Il il defuntoVerstorbenerdefunto è rappresentato in ginocchio davanti a un il crocifissoKruzifixcrocifisso di bronzo, copia del crocifisso del Giambologna, il famoso artista dei Medici, che si trova nella Michaelskirche di Monaco. Si tratta di un’opera terminatobeendetterminata nel 1611 da Hubert Gerhard (o dal suo l'allievoSchülerallievo Hans Krumper). Il il fiammingoFlamefiammingo Gerhard lavora a Firenze nella la bottegaWerkstattbottega del Giambologna dove perfeziona l’arte della la lavorazioneBearbeitunglavorazione del bronzo. Nella navata sinistra del Duomo si ammira un’altra opera italiana: il monumento funebre per l’l'arcivescovoErzbischofarcivescovo di Ratisbona Carl von Dalberg (morto nel 1817), realizzato nel 1824 con il prezioso marmo bianco di Carrara dall’artista veneto Luigi Zandomeneghi, allievo del famoso lo scultoreBildhauerscultore Antonio Canova.

    il chiostroKreuzgangChiostro

    In uno dei due chiostri del Duomo si trova la Allerheiligenkapelle, la cappella di Ognissanti, ora in restauro. La fa costruire come sua la tombaGrabtomba il vescovo di Ratisbona Hartwig II di Spanheim, morto nel 1164. Nel 1158 Hartwig recarsisich begebensi era recato in Italia con Federico Barbarossa, imperatore del Sacro romano Impero, e probabilmente, durante quel viaggio, aveva conosciuto e ammirarebewundernammirato l’arte degli artisti comacini, così chiamati dal nome del Lago di Como, in Lombardia. È lui stesso, infatti, a invitarli a Ratisbona per realizzare questa cappella ottagonaleachteckigottagonale, una costruzione originale per le regioni a nord delle Alpi. Anche le la pitturaMalereipitture all’interno si ispirano a modelli italiani, precisamente siciliani.

    4. Wahlenstraße

    In posizione centrale si trova la Wahlenstraße, nome che derivaresich ableitenderiva dal il termineBegrifftermine Welsch, usato nel V e VI  secolo dapprima per definire le la popolazioneBevölkerungpopolazioni romano-celtiche e, più tardi, gli abitanti della penisola italiana. Il nome rimandareverweisenrimanda a una strada nella quale vivevano molti italiani o molti il commercianteHändlercommercianti di Ratisbona che importavano la merceWaremerci da Venezia.

    5. Goldener Turm

    Si trova qui anche la torre medievale più conosciuta e antica della città: il Goldener Turm, del 1260. Come accade in Italia, più grande è la torre, più è potentemächtigpotente la famiglia che l’ha costruita. Delle circa 60 torri medievali originarie, circa 20 sono arrivate fino a noi.

    6. Castello Thurn und Taxis

    L’ultima tappa della passeggiata condurreführenconduce al il castelloSchloss, Burgcastello dei il principeFürstprincipi di Thurn und Taxis. Le prime notizie su questa famiglia risalgono alla metà del XIII secolo. I Tasso, originario diursprünglich ausoriginari di Camerata Cornello, un paesino nella provincia di Bergamo, si fanno chiamare in tedesco Taxis, a cui nel XVII secolo aggiungono il nome dei milanesi Torriani, in tedesco Thurn. Dal 1490, fino al 1806, organizzano il il servizio postalePostdienstservizio postale per l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo. Arrivano a Ratisbona nel 1748 e insediarsisich niederlassensi insediano nel 1812 presso la famosa abbazia di Sankt Emmeram, forse la più antica della città, dove costruiscono un castello. All’interno si trova anche una monumentale la scala di marmoMarmortreppescala di marmo con un il soffittoDeckesoffitto affrescatomit Fresken geschmücktaffrescato dall’artista veneto Lorenzo Pillon fra il 1884 e il 1887.

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    Dieser Beitrag stammt aus der Zeitschrift Adesso 8/2017. Die gesamte Ausgabe können Sie in unserem Shop kaufen. Natürlich gibt es die Zeitschrift auch bequem und günstig im Abo.

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