Leggi e vinci 02/2020

    MEDIO
    Le cuoche che volevo diventare

    Si può parlare di “cucina femminile”? Non solo si può, si deve! Ad affermarebestätigenaffermarlo è Roberta Corradin, che avere alle spallehinter sich habenha un lungo passato da giornalista gastronomica avere alle spallehinter sich habenalle spalle ed è la proprietaria del ristorante Il consiglio di Sicilia, a Donnalucata, in provincia di Ragusa. Se la parola chef non ha una variante femminile, è anche vero che le cucine di tutto il mondo sono piene di cuoche ed è a loro che Corradin dedicarewidmendedica questo volume: a tutte coloro che, ai i fornelli pl.Herdfornelli di casa o di un ristorante, danno vita ogni giorno alla poesia della cucina. I 21 il ritrattoPortraitritratti di “grandi donne in cucina” spaziareschweifenspaziano dai nomi più noti del settore a quelli ancora poco conosciuti, come quello di Sadjia Masshour, fuggita dall’Afghanistan e cuoca nel suo ristorante a Parigi. Ci sono le rappresentanti della “cucina imperfettounvollkommenimperfetta delle madri”, come Margherita, la mamma dello chef Carmelo Chiaramonte, e le donne che non ... affattoüberhaupt nichtnon cucinano non ... affattoüberhaupt nichtaffatto, ma sanno gestire una cucina con la maestria(großes) Geschickmaestria, come Laura Maioglio, proprietaria dello storico ristorante Barbetta di New York.

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