La mia Roma

    MEDIO
    colosseo
    Von Marina Collaci

    La prima volta mia la suoceraSchwiegermuttersuocera, che è tedesca, arrivò a Roma animata dalle peggiori l’intenzione f.Absichtintenzioni. Voleva visitarla tutta in pochi giorni: armato dibewaffnet mitarmata della sua piccola ma densissima guida della Città eterna pubblicata da Reclam, era fermamente decisa a sviscerareausführlich durcharbeitensviscerare tutta la storia dell’arte, dall’antica Roma fino al Maxxi, il Museo di Arte contemporanea. Voleva visitare chiese, musei, monumenti: dalla basilica di San Giovanni, che si trova in un luogo trafficatoverkehrsreichtrafficato, fino alla piramide Cestia nel quartiere Ostiense. Avevo cercato di spiegarle che quello non era l’l’approccioHerangehensweiseapproccio giusto per affrontareanpackenaffrontare la città: invanovergebensinvano! Con il piglioMiene, Gehabepiglio da il bersagliereScharfschützebersagliere, in un luglio infuocatohitzig, brennendinfuocato, aveva iniziato il suo fittodicht gedrängtfitto programma: Fori Romani, Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano, la Centrale Monte Martini, la Crypta Balbi, i Musei Capitolini… e questo era solo l’inizio. C’erano poi il chiostroKreuzgangchiostri medievalemittelalterlichmedievali, palazzi rinascimentali, chiese barocche… È andata avanti tre giorni, poi è crollarezusammenbrechencrollata: Hektisch, hektisch! diceva, alludereanspielenalludendo allo smog, alle troppe macchine, alle snervantezermürbendsnervanti attese degli autobus e, una volta salita, alla la calcaGedrängecalca che la faceva soffocarehier: keine Luft bekommensoffocare, e all’autista, che incuranteungeachtetincurante della la follaMenschenmengefolla in piedi, sballottolarerüttelnsballottolata qua e là, correva all’impazzatawie verrücktall’impazzata dribblareausweichendribblando le macchine parcheggiate in doppia la filaReihefila.
    Ilse, quel famoso terzo giorno, si è sdraiata sul divano e non si è alzata per una settimana: le gambe erano rosse e gonfiogeschwollengonfie, le braccia dolenteschmerzenddolenti, il capo le faceva male. Io scuotevo la testa, consapevoleim Bewusstseinconsapevole che le parole non sarebbero servite: come si fa a spiegare che Roma è una città sensuale, che la cosa più bella che ha è la luce, che va gustata a piccole dosi, pian piano?
     

    In giro senza meta

    villa borghese

    Appena si è rimessa in piedi, senza grandi discorsi, ho stracciarein Stücke reißenstracciato il suo coltokultiviertcolto programma e l’ho portata in giro con me senza meta. indolenteträge, schmerzfreiIndolenti, con calma, ci siamo incamminarsisich auf den Weg machenincamminate lungo i viali profumati di Villa Borghese e siamo andate in centro a piedi attraverso il parco, fra le fontane settecentescoaus dem 18. Jh.settecentesche ornate di il cavallo marinoSeepferdchencavalli marini. Ci siamo fermate al laghetto, sormontareüberragensormontato da un tempio in stile ionico. Poi le ho mostrato il deliziosoentzückenddelizioso cinema dei piccoli dove andavo quando ero bambina: una casina colorata e immersoeingebettetimmersa nel verde dove proiettano poetici il cartone animatoZeichentrickfilmcartoni animati; il Salotto di Pulcinellavolkstümliche neapolitanische ClownfigurPulcinella con gli spettacoli dei il burattinoMarionetteburattini e la Casina di Raffaello con il suo museo per i bimbi, i pony, le biciclette; il Globe Theatre con il programma shakespeariano e la Casa del Cinema, dov’essere in corsolaufenera in corso la proiezione di una serie di film anni Trenta. Poi ci siamo sedute al Caffè dell’Orologio, in mezzo ainmitten vonin mezzo a piante tropicali, per gustarci una la granitafeingestoßenes Wassereis mit Fruchtsirupgranita al limone. Eravamo circondate da musei deliziosi: la Galleria Borghese, che conserva il dipintoGemäldedipinti di Tiziano, Raffaello, Caravaggio e la celebre statua di Apollo e Dafne del Bernini, con Dafne che tramutarsisich verwandelnsi tramuta in l’alloroLorbeeralloro; il Museo Etrusco, che annoverare trazu etw. zählenannovera fra i suoi il tesoroKunstschatztesori il sarcofago degli gli sposi pl.Eheleutesposi, così bello da lasciare senza fiato; il Museo d’Arte moderna, tutto in lo stile libertyJugendstilstile liberty; il Museo Carlo Bilotti di arte contemporanea e, per gli appassionati di storia, anche il Museo Napoleonico. “Com’è possibile, – si chiedeva, – che un’unica villa, certo non la più grande di Roma, possa racchiuderebeinhaltenracchiudere un così gran numero di musei? Quanti giorni potrei trascorrere qui dentro?” Si avvertirebemerkenavvertiva una la puntahier: Hauchpunta di nostalgia per il suo ferreoeisernferreo programma di visita, ma io ho tenere durohart bleibentenuto duro, le ho proibito i musei e, chiacchierando del più e del menoüber dieses und jenesdel più e del meno, l’ho convinta a venire con me a piedi giù, fino a Piazza del Popolo.

    Cosa c’è di più romantico che sedersi sul muretto a Trinità dei Monti e guardare il panorama di Roma con le sue cupole, assaporando profumi di fiori e di cibo e ascoltando la musica degli artisti di strada?

    L’aspettava una sorpresa: i dipinti del Caravaggio nella bella chiesa di Santa Maria del Popolo. Non c’era bisogno di stancarsi in un museo, di fare la filasich anstellenfare la fila, di pagare il biglietto. Poi le ho offerto un cappuccino dentro l’atelier dello scultore Canova, in Via del Babuino, con il calcoAbguss, Kopiecalchi di statue gigantesche tutto intorno: devo dire che sono proprio riuscita a impressionarebeeindruckenimpressionarla. E poi l’ho trascinaremitschleifentrascinata a guardare le vetrine del centro: Via Frattina, Via della Croce, Via Bocca di Leone. Le boutique di Via Borgognona hanno prezzi improponibileunmöglichimproponibili e vestiti che non potrò mai permettermi, ma non mi ha mai dare fastidiostörendato fastidio, perché quando giro per le stradine del il TridenteStraßenfächer, der von der Piazza del Popolo ausgeht und die Form eines Dreizacks hatTridente, a Roma, io mi sento una donna ricchissima. Solo il privilegio di stare lì e godere l’atmosfera di Piazza di Spagna per me è elettrizzante. Abbiamo mangiato vegetariano nella via dei pittori, Via Margutta, un’oasi di pace e verde, e ce ne siamo tornate a casa per riposare. con il ditino alzatomit erhobenem ZeigefingerCon il ditino alzato, ho impartireerteilenimpartito la mia prima lezione: “Bisogna dormire dopo pranzo, a Roma, e questa è una cosa che i turisti devono imparare, per uscire freschi nel tardo pomeriggio e godersi le piacevolissime serate e notti romane". Cosa c’è di più bello di un tramonto rosso fuoco sul Tevere con i il profilohier: Umrissprofili scuri di Castel Sant’Angelo e del Cupolone che stagliarsisich abhebensi stagliano contro il cielo, e l’isola Tiberina illuminatoerhellt, beleuchtetilluminata di luci erallegratobelebt rallegrata dai suoni degli spettacoli? O di una cenetta nella suggestivomalerischsuggestiva Piazza Margana, dietro a Piazza Venezia, con i suoi palazzi seicenteschi ricopertobedecktricoperti di glicini ed l’edera rampicanteKletterefeuedera rampicante? E cosa c’è di più romantico che sedersi sul muretto a Trinità dei Monti e guardare il panorama di Roma con le sue cupole, assaporareauskostenassaporando profumi di fiori e di cibo e ascoltando la musica degli artisti di strada? O ancora di una passeggiata al Campidoglio per guardare dall’alto i Fori Romani? Lo spettacolo degli l’arcoBogen, Gewölbearchi e delle la colonnaSäulecolonne ingioiellatogeschmücktingioiellate di luci è quasi kitsch.

     

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