Gli italiani e la Merkel

    gentilonimerkel
    Von Michael Braun

    Una cena fra amici. A parte un ospite tedesco, a tavola sono tutti italiani. Uno dei il/la commensaleTischgastcommensali comincia a parlare di un collega, il ricercatoreForscherricercatore come lui e come lui “romanissimo”. Quel collega è bravo, preciso, ma privo diohneprivo di senso dell’l'umorismoHumorumorismo e pure molto pedante... “insomma, è un tedesco!” Non sembra essere un complimento e infatti all’l’esclamazione f.Ausrufesclamazione si accompagna una la smorfiaGrimassesmorfia di il disprezzoGeringschätzungdisprezzo.

    Certo, i rapporti fra i due paesi sono strettissimi e da anni la Germania è il primo il partner commercialeHandelspartnerpartner commerciale dell’Italia, che nel 2016 vi ha esportato la merceWaremerci per un il valoreWertvalore di 52 miliardi di euro. Certo, ogni anno più di 10 milioni di tedeschi trascorrono le vacanze nel Belpaese e il numero degli italiani emigrati in Germania superareübersteigensupera i 600.000, con una la crescitaZunahmecrescita di quasi 100.000 unità negli ultimi tempi. Va anche detto che nei i media pl.Medienmedia italiani spesso e volentieri la Germania viene citata come paese modello. la trasmissione televisivaTV-SendungTrasmissioni televisive come Report o Presa diretta mandano regolarmente i loro l’inviatoBerichterstatterinviati a Berlino, a Monaco o a Francoforte per raccontare esperienze virtuosotugendhaft, hier: vorbildlichvirtuose, dall’l’educazione (f.) sessualeSexualkundeeducazione sessuale nelle scuole all’l’energia rinnovabileerneuerbare Energieenergia rinnovabile, dagli investimenti nella la ricercaForschungricerca alla la gestione dei rifiutiAbfallwirtschaftgestione dei rifiuti.

    C’è dell’ammirazione, in questo sguardo italiano sulla Germania, ma rimane una forte la diffidenzaMisstrauendiffidenza che negli ultimi anni – quelli della crisi dell’euro – rafforzarsisich verstärkensi è molto rafforzarsisich verstärkenrafforzata. Potremmo dire che la Germania, agli occhi degli italiani, rimane un Giano bifronte: un paese modello, che però nell’Unione europea rischia di schiacciare i partner più deboli.

    La Germania, agli occhi degli italiani, rimane un Giano bifronte : un paese modello, che però nell’Unione europea rischia di schiacciare  i partner più deboli

    Il il sondaggioUmfragesondaggio Amici distanti, che è stato commissionatobeauftragtcommissionato nel 2016 dalla la fondazioneStiftungFondazione Ebert, conferma questa impressione. Per il 72% degli italiani è soprattutto la Germania ad approfittare dei rapporti economici fra i due paesi; il 75% chiede alla Germania di essere più comprensivoverständnisvollcomprensiva con gli altri stati nella crisi dell’euro e due terzi degli intervistati pensano che la Germania segua troppo unilateralmenteeinseitigunilateralmente i propri interessi. Non stupireüberraschenstupisce, poi, che anche i cittadini tedeschi vengano visti dall’80% degli italiani come pedanti e poco flessibili, dal 70% come nazionalisti e soltanto dal 26% come generosogroßzügiggenerosi.

    Negli ultimi anni questa Germania brava, ma temibileFurcht einflößendtemibile, ha assunto il il voltoAntlitzvolto di Angela Merkel. L’eterna la CancellieraKanzlerinCancelliera piace in Italia per la sua semplicità, ad esempio perché quando va in vacanza a Ischia non prende l’l’elicotteroHubschrauberelicottero, ma il traghetto, dando “dimostrazione di teutonicoteutonisch, deutschteutonica la sobrietàGenügsamkeitsobrietà raggiungendo l’isola insieme a turisti e passeggeri comunegewöhnlichcomuni”, come scriveva il sito repubblica.it. Poi c’è però la Cancelliera tedesca che, agli occhi di tanti italiani, governareregierengoverna non solo la Germania, ma l’Europa intera. Quella Cancelliera ha il viso arcignofinsterarcigno e cattivo dell’l’austeritàhier: strenge Sparpolitikausterità!

    accusarevorwerfenAccusa Alberto Statera, l’editorialista m./f.Leitartikler, -ineditorialista del quotidiano la Repubblica: “L’ossessione germanica del il risparmioSparenrisparmio, praticata con la caparbietàStarrköpfigkeitcaparbietà dalla Cancelliera, rischia di uccidereumbringenuccidere l’euro e di smontarezerlegen, hier: spaltensmontare l’Europa”. andare giù duromit jdm. hart ins Gericht gehenVa giù duro il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ormai nei sondaggi al 27-30%. Nel blog di Beppe Grillo si legge che “la Merkel sta trasformando l’Europa nell’l’ortoGartenorto privato delle grandi lobby tedesche”, che “la Germania della Merkel chiama integrazione quello che è lo sfruttamentoAusbeutungsfruttamento”. In un altro post del blog si affermarebehauptenafferma persino che “sulle le macerie pl.Trümmermacerie del Sud Europa sta nascendo il Quarto Reich”.

    Il giornalista di destra Vittorio Feltri ha addirittura scritto un libro dal titolo Il Quarto Reich, nel quale sostenerebehauptensostiene che “siamo al il guinzaglioLeineguinzaglio della Merkel, la quale evidentemente fa gli interessi della Germania, non i nostri, e quindi proseguiamo nel nostro inarrestabileunaufhaltsaminarrestabile il declinoNiedergangdeclino”. L’idea che i il guaioProblemguai dell’Italia siano causati dalla Germania e dal il governoRegierunggoverno Merkel è davvero molto popolare, in Italia.

    Certo, Angela Merkel ha anche l’estimatore m.Bewundererestimatori italiani, come il filosofo Angelo Bolaffi o l’l’economista m./f.Wirtschaftswissenschaftler, -ineconomista Veronica De Romanis, autrice del libro Il caso Germania. Così la Merkel salva l’Europa, nel quale si mostra convinta che verso il Sud Europa “la solidarietà dei tedeschi non è mai venire menoaufhörenvenuta meno”. La sua, tuttavia, rimane una la voceStimmevoce isolata. Rimane però il fatto che anche un ferocescharf, furchtbarferoce critico come Beppe Grillo racconta sul suo blog di un’altra Germania, un paese nel quale, per il grande stupore degli italiani, si riciclarewiederverwertenriciclano le bottiglie di plastica invece di buttarle in la discaricaMülldeponiediscarica. E persino il giornalista Vittorio Feltri, grande l’accusatore m.Ankläger, hier: Kritikeraccusatore di Angela Merkel e del “Quarto Reich”, poi conclude autocritico: “Siamo noi che non siamo stati capaci di darci una Merkel italiana. Forse dobbiamo accettare l’idea che di fronte al Quarto Reich c’è solo da restare ammiratovoller Bewunderung seinrestare ammirati”. 

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    Dieser Beitrag stammt aus der Zeitschrift Adesso 9/2017. Die gesamte Ausgabe können Sie in unserem Shop kaufen. Natürlich gibt es die Zeitschrift auch bequem und günstig im Abo.

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