Eterna bellezza

    DIFFICILE
    Neapel Piazza del Plebiscito
    Von Salvatore Viola und Eliana Giuratrabocchetti

    Le città sono silenziose come foreste di cemento e pietra. Le nostre voci, le grida, il il rumoreLärmrumore delle nostre auto, dei nostri passi sul marciapiede non si sentono più. Eccole Roma, Napoli, Milano, Palermo, Venezia e Firenze, alcune delle città italiane più conosciute al mondo. Città brulicantewimmelndbrulicanti di vita, di solito piene di turisti giunti da ogni parte del mondo per ammirarle. Quante volte, turisti a nostra volta, ci siamo detti: “Come sarebbe bello avere tutta la città solo per me”. Un giorno, un’ora, un l'istante m.Augenblickistante, quel tanto che basta per tirare un respiro e far fintaso tun, als obfar finta che tutto sia lì solo per noi. Adesso che le abbiamo svuotareentleerensvuotate della nostra presenza, le città se ne stanno lì, vuote e nude, o meglio, vestite solo della loro immortaleunsterblichimmortale, strazianteherzzerreißendstraziante e assoluta bellezza. Perché a rimanere, al di làjenseitsal di là e prima di ogni cosa, è proprio la bellezza. Una bellezza che non può essere deturpareentstellendeturpata né cancellata da nessun virus del mondo, una bellezza piena di promesse, per quando torneremo “fuori”. Roma, Napoli, Milano, Palermo, Venezia e Firenze, come non le avete mai viste e, forse, come non le vedrete mai. Le immagini sono di una la potenzaMachtpotenza incredibile. Davanti ai nostri occhi, lo spettacolo rivelarsisich erweisensi rivela surreale e insieme carico divollercarico di la suggestioneZauber, Reizsuggestioni. Tutto appare sospesohier: ausgesetztsospeso, come se la vita stesse trattenere il respiroden Atem anhaltentrattenendo il respiro. Paradossalmente, quelle strade vuote sono la vita in essenza, il canto mutostummmuto dell’umanità. Sebbene senza voce, ogni muro, ogni pietra parla e racconta il genio, la creatività, la forza di volontà di chi ha loro dato forma, creando una statua, un l'arcoBogenarco, un palazzo, una cattedrale. Quelle strade piene di silenzio raccontano di noi, del vero significato di essere umani, uno di fianco all’altro. Quelle strade vuote ci insegnano che, finché siamo capacefähigcapaci di immaginare e creare bellezza, per la nostra specie c’è speranza. Non dimentichiamocelo, quando torneremo fuori.

    A Napoli con Francesco

    ue’ (dialett.)ciao, halloUe’ Matteo, che piacere sentirti!” Mentre mio marito parla con un suo amico napoletano, intromettersisich einmischenmi intrometto nella conversazione: “Francesco, come sta Napoli?”. “Eliana, in verità non sembra di essere a Napoli, c’è un il silenzioStille, Schweigensilenzio irreale, è una la città fantasmaGeisterstadtcittà fantasma. Le strade sono vuote! Nelle strade, l’l'animaSeeleanima di questa città, dove riversarsiströmensi riversa la gente, fino a un paio di mesi fa si sentiva parlare, ridere, cantare… E adesso? Tutto questo non c’è più. Ecco, vedere la mia città così fa male. Nonostante la quarantena, però, qualcuno esce. E la polizia a volte chiude un occhio”. Sorrido, pensando al modo di fare dei napoletani, unico al mondo. Così come il loro cuore. “Dal il caffè sospesoneapol. Brauch, außer dem eigenen Kaffee auch einen weiteren Kaffee zu bezahlen, der später einem Bedürftigen zugutekommtcaffè sospeso siamo passati alla spesa sospesa. E molti calareherunterlassencalano i panari, i il cestinoKorbcestini che si usano nelle case senza ascensore per portare su la spesa, pieni di l'alimentoLebensmittelalimenti a lunga scadenzalang haltbara lunga scadenza a disposizione di chi non può comprare nulla”. “Forza, che presto si potrà ricominciare a uscire”, auguro a Francesco, salutandolo. Ha già le idee chiare su quello che farà: “Andrò al mare, poi una passeggiata in Via Caracciolo o a Posillipo e poi una pizza!” E viene voglia di raggiungerlo.

     

    Außerdem in der Adesso-Ausgabe 06/20: Rom, Mailand, Palermo, Venedig und Florenz in Zeiten des Lockdown.

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