Chioggia

    chioggia
    Von Valentina Pinton

    Ogni mattina, all’apertura del mercato, lo spirito dinamico e vitale di Chioggia riviverewieder auflebenrivive nelle il gridoSchreigrida dei pescatori. provenirekommenProvengono dalla pescheria, che alle spalle dihinteralle spalle dell’antico Palazzo Granaio attrae i il localeEinheimischerlocali sotto i suoi il tendonePlane, Zelttendoni rossi. Quella che ci circondareumgebencirconda, mentre passare in rassegnaabgehenpassiamo in rassegna i il bancoStand, Thekebanchi del mercato del pesce, sembra una festa all’aria aperta. Tra la cassaKistecasse di la gallinella di mareRoter Knurrhahngallinelle di mare, la vongolaVenusmuschelvongole e la canocchiaHeuschreckenkrebscanocchie respiriamo il profumo del mare, che donarehier: verleihendona all’aria un’inconfondibile nota salmastrosalzigsalmastra. Chioggia, infatti, è uno dei principali porti pescherecci dell’Adriatico e, come Venezia, ha costruito sul mare non solo le sue le fondamenta pl.Fundamentfondamenta, ma la sua storia e la sua stessa fortuna.

    Primi

    Broeto, zuppa di pesce e frutti di mare.
    Risotto alla zucca marina di Chioggia.

    Secondi

    Sarde in saor, sardine fritte, marinate e poi mescolate con cipolle fritte e aceto, l'uvettaRosinenuvetta e il pinoloPinienkernpinoli.
    Moleche fritte,
    i granchi in muta fritti in abbondante olio.

    Contorni

    “Rosa di Chioggia”, il radicchio locale.

    Dolci

    Torta ciosota, un dolce preparato con le carote.

    I legami con Venezia

    È sufficiente affacciarsihinausblickenaffacciarsi dal Ponte di Vigo, il più grande della città, per cogliere in un colpo d’occhioauf einen Blickin un solo in un colpo d’occhioauf einen Blickcolpo d’occhio i tanti il legameBindunglegami con “la sorella maggiore”. A pochi passi dal ponte, in cima aobenin cima a una la colonninakleine Säulecolonnina, il primo a catturare l’attenzione è proprio un il Leone marcianoMarkuslöweLeone marciano, che per le le dimensioni (pl.) ridottekleine Größedimensioni ridotte e la rivalità mai sopirehier: sich entspannensopita fra Chioggia e Venezia viene scherzosamente chiamato dai veneziani “il gatto di Chioggia”; verso sud distendersisich erstreckensi distendono le la callevenezianische Gassecalli e le case colorate; a nord è tutto un il viavaiKommen und Gehenviavai di barche con a bordo il diportistaSportschifffahrerdiportisti, ma soprattutto pescatori, gli indiscussounbestrittenindiscussi protagonisti della vita locale, che con il loro pesce rappresentano la maggiore risorsa economica della città.

    a spina di pescefischgrätartigA spina di pesce è anche l’impianto urbanistico, tipico degli l'insediamentoSiedlunginsediamenti romani, composto da 72 calli che innestarsieinmündensi innestano nei canali principali: il Canal Lombardo, il Canal Vena e il Canale di San Domenico. Una struttura che rende particolarmente agevolebequemagevole addentrarsivordringenaddentrarsi alla scoperta della città. Per cogliere l’atmosfera di questo centro marinaro, piccolo ma ricco di la suggestioneEindruck, Zaubersuggestioni, basta percorrere il lungo asse centrale di Corso del Popolo e, di tanto in tanto, svoltare in una calle trasversaleQuer-trasversale, da un lato o dall’altro.
     


      

    Pipe in terracotta e legno o merletti

    Non potete tornare da un fine settimana a Chioggia senza un esemplare di la pipaPfeifepipa, in terracotta e legno, o un piccolo il tagliohier: Stücktaglio di il merlettoSpitzemerletto chioggiotto: si tratta in entrambi i casi di lavorazioni antichissime, sopravvissute fino ai giorni nostri grazie ad abilefähigabili l'artigianoKunsthandwerkerartigiani locali.

    Tra le calli del centro

    Sull’ampio e spazioso Corso del Popolo alternarsisich abwechselnsi alternano caffè, negozietti di ogni tipo, la bancarellaVerkaufsstandbancarelle di frutta e verdura. I portici eleganti sono degnowürdigdegni di un salotto a cielo apertoFreiluft-a cielo aperto, nel quale certo non mancano i monumenti importanti. Partendo da sud, ecco il Duomo, vicino a Porta Garibaldi, su cui spicca un altro Leone di San Marco; poi la chiesa di Sant’Andrea con la Torre dell’Orologio, che custodireverwahrencustodisce all’interno l’orologio da torre più antico del mondo, ancora perfettamente funzionante, realizzato nel 1386 dal chioggiotto Giovanni Dondi dell’Orologio. Dal 2006 nella torre si può visitare il Museo dell’Orologio, un museo “verticale” che consente al visitatore di scoprire molte la peculiaritàBesonderheitpeculiarità della storia di Chioggia e gli riserva infine una straordinaria sorpresa: la vista mozzafiato dalla la cella campanariaGlockenraumcella campanaria, che abbracciareumarmen, hier: umschließenabbraccia la laguna veneziana, la città di Chioggia e il Mar Adriatico.  Lungo Corso del Popolo, la nostra attenzione è attrarreanziehenattratta da la targaSchildtarghe che ricordano i personaggi storici che qui hanno soggiornaresich aufhaltensoggiornato: tra gli altri il il commediografoLustspieldichtercommediografo Carlo Goldoni, autore, fra l’altro, delle Baruffe chiozzotte, un’opera ambientata proprio a Chioggia di cui Goethe fu profondo l'estimatore m.Verehrerestimatore.

    Dal 14 al 23 luglio, si svolge a Chioggia l’ottantesima edizione della Sagra del Pesce. Istituita durante il ventennio fascista per promuovere il commercio ittico, è diventata una delle sagre più longeve d’Italia. Lungo Corso del Popolo, la piazza principale di Chioggia, saranno presenti diversi stand con specialità di pesce, tutte da gustare!

     


     

    L’isoletta di San Domenico

    I trovare riparoSchutz findenpalazzi susseguirsiaufeinanderfolgensi susseguono, in un’alternanza di stili – bizantino, romanico e gotico – che svelareverratensvela la storia della città: centro abitato fin dall’età romana, Chioggia viene distrutta dalle invasioni barbariche nel VI-VII secolo, ma presto risorgerewieder aufbauenrisorge e nel 672 entra a far parte del il ducatoHerzogtumducato di Venezia, città alla quale resta sempre legato a doppio filoeng verbundenlegata a doppio filo fino a quando, nel 1797, i Francesi istituirehier: schaffenistituiscono un il porto francoFreihafenporto franco.

    Intanto, eccoci arrivati al Ponte di San Domenico, che ci conduce all’isoletta omonimogleichnamigomonima. All’interno della chiesa, dedicata anch’essa a San Domenico, scopriamo un gigantesco crocefisso ligneoaus Holz, hölzernligneo, alto quasi cinque metri, che campeggiarethronencampeggia sull’l'altare (m.) maggioreHochaltaraltare maggiore. È il cosiddetto Cristo dei pescatori, bellissimo e drammatico, che leggenda vuoleder Legende nachleggenda vuole essere giunto in città in modo miracoloso. scolpireschnitzenScolpito con l’aiuto celestehimmlischceleste da un il discepoloSchülerdiscepolo occultogeheimocculto di Gesù, Nicodemo, si racconta che fu trasferito dalla la TerrasantaHeiliges LandTerrasanta nelle Marche dalla confraternita del il Santo SepolcroHl. GrabSanto Sepolcro. Per l'esortazione f.Aufforderungesortazione del santo domenicano Pietro Martire doveva essere trasportato per mare a Venezia, ma una la tempestaUnwetter, Sturmtempesta fece naufragareuntergehennaufragare l’l'imbarcazione f.Schiffimbarcazione e il Crocifisso trovò riparo nel porto di Chioggia. Ancora oggi l’imponente scultura continua a stupire, perché il volto del Cristo cambia espressione – se ne contano ben sei – a seconda di dove ci si posiziona a osservarlo.
     


    Finita la visita, torniamo al  Ponte di Vigo, luogo ideale per riabbracciare idealmente tutti i punti più affascinantefaszinierendaffascinanti della città: i palazzi in stile veneziano, la pescheria, Corso del Popolo con le sue chiese e monumenti, i canali con la coreografia dei bragozzi, le caratteristiche imbarcazioni chioggiotte dalle la velaSegelvele variopintobuntvariopinte. A Chioggia, dove ormai da secoli le giornate sono scandirehier: bestimmenscandite dai tempi dei pescatori, si respira un’atmosfera autentica... da “Piccola bella Italia”.

    I cognomi chioggiotti

    Chioggia rappresenta un il caso demograficodemographisches Phänomencaso demografico unico in Italia: i due cognomi principali, Boscolo e Tiozzo, sono così diffusoverbreitetdiffusi (li portano oltre 10.000 residenti), che è stato necessario ufficializzareoffiziell angebenufficializzare nel il registro dell’anagrafeMeldeverzeichnisregistro dell’anagrafe  i il soprannomeBeinamesoprannomi popolari utilizzati per distinguereunterscheidendistinguere i vari il ramoZweigrami di una stessa famiglia, preceduti dalla formula “detto”. I soprannomi si trovano addirittura nella la patente di guidaFührerscheinpatente di guida o nella la carta d’identitàPersonalausweiscarta d’identità e nascono da caratteristiche fisiche, come detto Moretto (ovvero dai capelli scuri), Rizzo (riccio), professionali, ad esempio detto Contadin, Forcola (nome che indica la parte della gondola su cui si appoggiano i remi), caratteriali, come detto Baruffaldi (che litiga spesso), Bizzarro, o da patronimiconach dem Vaternamenpatronimici, detto Anzoletti o Gioachina. Dei 7.761 Boscolo, i più numerosi sono i Cegion (650), subito seguito dagefolgt vonseguiti dai Meneguolo (600) e dagli Anzoletti (300). Dei 2.411 Tiozzo i più popolosi sono i Brasiola (400), seguiti dai Fasiolo (300).

     

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    Dieser Beitrag stammt aus der Zeitschrift Adesso 7/2017. Die gesamte Ausgabe können Sie in unserem Shop kaufen. Natürlich gibt es die Zeitschrift auch bequem und günstig im Abo.

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