Asinara: l'isola che non c'era

    DIFFICILE
    Stintino_La Pelosa
    Von Gianmario Marras

    Riapparsa sulle la carta geograficaLandkartecarte geografiche dopo 115 anni di l’oblioVergessenheitoblio, l’Asinara ha molte storie da raccontare e qualche segreto da svelarelüften, enthüllensvelare. Protesa sul mare della costa nord-occidentale della Sardegna per 17 chilometri, è la quinta fra le isole minori d’Italia per grandezzader Größe nachper grandezza, ma conta ufficialmente un solo il residenteBewohnerresidente. Dal 1885 al 1997 è stata utilizzata come la colonia penaleStrafkoloniecolonia penale e riaperta alle visite solo nel 2000, due anni prima dell’l’istituzione f.Errichtungistituzione del Parco nazionale e dell’l’area marina protettaMeeresschutzgebietArea marina protetta. Durante quel lungo periodo di isolamento, l’isola si è guadagnata la la famaRuffama di la CaiennaCayenne (ehem. franz. Strafkolonie in Franz.-Guayana)Caienna d’Italia.

    Cala Sabina_Asinara

    Natura incontaminata

    Oggi è un paradiso per l’escursionista m.Ausflüglerescursionisti, ornitologi, naturalisti e per chi cerca spiagge bianche e mare cristallino. scabronüchternScabra e flagellatogepeitschtflagellata dai il fluttoWogeflutti, la costiera occidentale, relitto magmatico di lontane l’eruzione f.Ausbrucheruzioni, si apre in rare e inospitaleunwirtlichinospitali baie di pietra. A oriente invece, sabbie candidostrahlend weißcandide e acque turchesi colorano il litorale e offrono la quintessenza dell’estasi mediterranea in un magnetico il turbinioWirbelturbinio. A Cala Sant’Andrea la sabbia è bianchissima e morbida e l’acqua del mare cambia colore durante il giorno passando dal verde meraldo all’azzurro e al blu. La cala è contornatoumsäumtcontornata da uno lo stagnoWeiherstagno e da macchia profumata all’interno della zona di la tutelaSchutztutela integralekomplettintegrale, dove si accede solo con visite guidate organizzate dall’ente che gestisce il Parco. Il fiordo di Cala Sgombro di dentro, con il suo arcipelago in miniatura fatto di la rocciaFelsrocce che affiorareauftauchenaffiorano dall’acqua, in mezzo a intense tonalità di verde e blu, insinuarsivordringensi insinua nel punto più stretto dell’isola, di soli 290 metri; Cala Sabina è una cartolina dall’Eden, da dove Robinson Crusoe non avrebbe mai voluto ripartirewieder weggehenripartire. È l’unica spiaggia dell’area protetta dove è possibile fare il bagno e ha un mare trasparente ricco di pesci e piante, ideale per chi ama fare snorkeling; sormontata da una torre aragonese risalente al 1660, Cala d’Arena, nel nord estremo, galleggiaretreibengalleggia fra la realtà e i sogni: intoccabileunantastbarintoccabile, irraggiungibile, si può accarezzare solo con lo sguardo perché anch’essa si trova nell’area di tutela integrale. Un tempo era il il rifugioZufluchtsstätterifugio della la foca monacaMönchsrobbefoca monaca e la tartaruga Caretta Caretta veniva a deporreablegendeporre qui le sue uova. Su Punta Scorno vigilarewachenvigila uno dei il faroLeuchtturmfari più antichi d’Italia e da Punta della Scomunica che, a 408 metri sul livello del mare, è il punto più alto dell’isola, si abbracciano con lo sguardo, oltre al il perimetrohier: Küstenlinieperimetro isolano, la Gallura e i monti della Corsica. Granito e lo scistoSchieferscisto marcarekennzeichnenmarcano il panorama e Giovanni, la nostra solertefleißigsolerte guida, ci informa: “Il il micascistoGlimmerschiefermicascisto presente in quantità sull’isola è dello stesso tipo utilizzatoverwendetutilizzato dall’industria automobilistica per ottenere l’effetto cangianteschillerndcangiante nella la cromaturaVerchromungcromatura delle auto”.

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