Milano

    MEDIO
    Duomo di Milano
    Von Eliana Giuratrabocchetti

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    Milano cambiare voltodas Aussehen ändernsta cambiando volto. I nuovi quartieri di Porta Nuova e City Life, con i loro il grattacieloWolkenkratzergrattacieli, le hanno regalato un’l’ariahier: Anscheinaria da “città del futuro”. Eppure i luoghi in cui ritrovarewiederfindenritrovare la “vera” anima di Milano, quella fatta di storia, cultura e arte, esistono ancora. Uno di questi è il il quartiereStadtviertelquartiere di Brera, fra i più antichi ed eleganti della città, che ha saputo rinnovarsisich erneuernrinnovarsi senza perdere la sua vera natura. Il fascino del tempo si ritrova nelle stradine pedonaleFußgängerpedonali dall’atmosfera bohémien, da scoprire soprattutto la terza domenica del mese, quando i il banchettoVerkaufsstandbanchetti invadereüberfallen, hier: überschwemmeninvadono Via Madonnina e Via Formentini per il tradizionale il mercato dell’antiquariatoAntikmarktMercato dell’Antiquariato. Via Fiori Chiari, Via Fiori Scuri, Via Borgonuovo, Via del Carmine, Via Ciovasso, Via Ciovassino e Via Brera sono il cuore pulsantepulsierendpulsante di questo quartiere che, secondo alcuni, allungarsisich erstreckensi allungherebbe fino a Piazza della Scala. Passeggiando per le sue strettoengstrette vie acciottolatokopfsteingepflastertacciottolate, chiuse al il trafficoVerkehrtraffico, silenziose e lontane dalla vita frenetica, si scopre una Milano molto diversa da quello che ci si aspetta, a partire dal passato non proprio glorioso di alcune strade, proprio quelle oggi (essere) consideratogeltenconsiderate fra le più chic.

    pinacoteca di Brera

    Un passato insospettabileungeahntinsospettabile

    Forse non tutti sanno che fino al 1958 Brera era il quartiere delle “la casa chiusaFreudenhauscase chiuse”. Tante sono le curiositàlegatoverbunden legate a questo periodo, ad esempio quella dei il paniereKorbpanieri vuoti calareherablassencalati dalle finestre, usati per segnalare ai il/la clienteKunde, Kundinclienti, spesso in attesawartendin attesa lontano da occhi indiscreti nel il cortileInnenhofcortile interno di cui molti bordelli erano dotareausstattendotati, che una delle “signorine” era libera. Il bordello più famoso era quello in Via Fiori Chiari 17 (ma in Via San Carpoforo ce n’erano tre, rispettivamentebeziehungsweiserispettivamente al il numero civicoHausnummernumero civico 3, 5 e 8), frequentato dai milanesi fino alla seconda guerra mondiale, poi requisitobeschlagnahmtrequisito dai tedeschi fino al 1945 e dagli Alleati negli anni a seguiredarauffolgenda seguire. Nel 1958, con l’l’approvazione f.Verabschiedungapprovazione della la leggeGesetzlegge Merlin, dal nome della senatrice Lina Merlin che la proporrehier: vorlegenpropose, tutti i bordelli vennero chiusi. L’ultima sera, il 19 settembre 1958, a Brera ci fu la la ressaAndrangressa per poter goderein den Genuss kommengodere per l’ultima volta dei il servizioDienstservizi di alcune delle prostitute più famose, tra tutte Wanda, a cui anche il giornalista milanese Indro Montanelli dedicarewidmendedicò il il libelloSchmähschriftlibello Addio Wanda, un l’atto di accusaAnklageschriftatto d’accusa contro la legge Merlin.

    Il quartiere dove l'arte essere di casazu Hause seinè di casa

    Brera è da sempre, e soprattutto, il quartiere degli l’artista m./f.Künstler, -inartisti, dove si respira un’aria quasi parigina: i bistrot con le sedie in il ferro battutoSchmiedeeisenferro battuto l’opera d’arteKunstwerkall’aperto e le opere d’arte appese alle pareti, i il negozioGeschäftnegozi vintage praticamente unici a Milano, le il/la cartomanteKartenleger, -incartomanti con il loro tavolino pronte a leggere il futuro, le la bottegaWerkstattbotteghe di l’artigianoKunsthandwerkerartigiani, le gallerie d’arte e i locali storici come il Bar Jamaica, il punto di ritrovoTreffpunktpunto di ritrovo per tanti personaggi, non di radonicht seltennon di rado artisti, che a partire dagli gli anni (pl.) QuarantaVierzigerjahreanni Quaranta vivevano o passaredurchfahren, hier: Halt machenpassavano per Brera. Sarebbero diventati famosi, ma all’inizio erano ancora squattrinatomittellossquattrinati e spesso saldare il contodie Rechnung bezahlensaldavano il conto con opere d’arte e il disegnoZeichnungdisegni. Sono passati di qui, fra gli altri, il musicista Giulio Confalonieri (che diede il nome al locale ispirandosi all’omonimogleichnamigomonimo film di Alfred Hitchcock, Jamaica Inn [1939, n.d.r.]), lo scrittoreSchriftstellerscrittori come Giuseppe Ungaretti, Dino Buzzati ed Eugenio Montale, artisti come Lucio Fontana, Emilio Tadini e Piero Manzoni, che al Jamaica era di casa. Il suo atelier era a pochi passi, in Via Fiori Chiari, e quella di trascorrereverbringentrascorrere le serate al bar a bere, giocare a carte e discutere era per lui una la consuetudineGewohnheitconsuetudine quotidiana. Non è strano, quindi, che proprio di fronte si trovi una piccola strada a lui dedicata, il Vicolo Piero Manzoni.

     

    Ein ausführliches Reisefeature zu Mailand finden Sie in der Ausgabe 3/19 von Adesso unter dem Titel Milano. A spasso per la bellissima Brera: Eliana Giuratrabocchetti begleitet Sie darin auf Entdeckungsreise fernab von den üblichen Touristenpfaden zum Stadtviertel Brera.

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