L'Italia Adesso: 1994-2019

    DIFFICILE
    adesso_italia
    Von Salvatore Viola

    Italia com’era, l’Italia com’è… Sono passati 25 anni dalla nascita di ADESSO: un tempo brevissimo, in una prospettiva storica. Eppure il 1994 a noi sembra lontano l’anno luceLichtjahranni luce. Gran parte di quello che oggi dare per scontatofür selbstverständlich haltendiamo per scontato, nel 1994 non esisteva ancora, o era a disposizione di pochi. Il web era appena nato (1991) e il primo browser per navigarlo risalire astammen ausrisaliva solo risalire astammen ausall’anno precedente (Mosaic, 1993). In Italia cominciavano a vedersi i primi telefoni cellulari, ma erano talmente cari da restare ancora l’appannaggioVorrechtappannaggio di pochissimi. Nessuno immaginava che proprio l’Italia sarebbe diventato il terzo paese al mondo per numero di telefonini, e il primo in Europa. Insomma, sono passati soltanto 25 anni, ma l’Italia di allora sembra appartenereangehörenappartenere a un altro mondo. Migliore o peggiore? Chissà, di sicuro un mondo diverso. sfogliaredurchblätternSfogliando quel primo numero di ADESSO del lontano mese di novembre 1994, gli argomenti e i personaggi permettono di capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi 25 anni e mi offrono lo lo spuntoAnstoss, Anlassspunto per riflettere su alcuni temi generali più o meno impegnatoengagiertimpegnati e impegnativoanspruchsvollimpegnativi.

    L’Italia a tavola

    Nel lontano 1994, dalle pagine di ADESSO, il grande Gualtiero Marchesi decantarerühmendecantava i il pregioVorzugpregi dell’olio d’oliva e regalava ai nostri lettori la ricetta delle la quagliaWachtelquaglie all’uva. Marchesi è stato il grande l’innovatore m.Erneuererinnovatore della cucina italiana, colui che ha portato nel Belpaese la Nouvelle cuisine. Gli anni Novanta, in cucina, rappresentano un periodo di la transizioneÜbergangtransizione. Le novità del il decennioJahrzehntdecennio precedente, a cominciare dai fast-food, sono ormai un’abitudine. Il primo il comandamentoGebotcomandamento è “novità a ogni costo”. A risentire di qc.unter etw. leidenrisentirne è la “tradizione”. Osterie e trattorie sono considerate troppo ordinariogewöhnlichordinarie. Sono gli anni del vitello tonnato, dei gamberetti in salsa rosa e della sangria. In TV non c’è la tracciaSpurtraccia di quei programmi di cucina che oggi invadereüberfluteninvadono i il palinsestoTV-Programmpalinsesti italiani, dove i protagonisti sono proprio gli allievi di Gualtiero Marchesi, tutti, o quasi, il cuoco stellatoSternekochcuochi stellati. Dopo 25 anni i termini della questione capovolgersisich umkehrensi sono capovolti, grazie anche al grande lavoro di movimenti come Slow Food. Oggi si cerca il naturale, il biologico, e il primo comandamento della cucina italiana è “tradizione a ogni costo”. Osterie e trattorie sono tornare di modawieder in Mode/ angesagt seintornate di moda, forse pure troppo. Uno dei più celebrati ristoranti d’Italia è l’Osteria Francescana di Modena e “l’oste” è Massimo Bottura, considerato uno dei migliori cuochi del mondo.

     

    L’Italia di 25 anni fa sembra lontana anni luce.

    Quando la moda è di moda
     

    moda

    Nel novembre 1994 Giorgio Armani (1934) fare bilancioBilanz ziehenfaceva su ADESSO un fare bilancioBilanz ziehenbilancio dei suoi primi 60 anni. Gli anni Novanta sono stati il momento più alto del Made in Italy. Grandi lo/la stilistaModeschöpfer, -instilisti come Armani, Versace, Valentino e compagni erano i sovrani incontrastatounangefochtnincontrastati della moda italiana, che dettare leggeden Ton angebendettava legge nel mondo, mentre la compiantoverstorbencompianta Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, ne era la la gran sacerdotessaHohepriesteringran sacerdotessa. Due decenni dopo, con l’ingresso nell’era digitale, e soprattutto grazie ai social media, il mondo della moda “subireerleidensubisce” una rivoluzione che per molti rappresenta un’l’involuzione f.Rückschrittinvoluzione. Innanzitutto, la “moda” va di moda. Mi spiego. Internet e i social diventano il palcoscenico di milioni di persone, soprattutto di giovanissimi che improvvisarsispielensi improvvisano esperti. Nella massa, e dalla massa, emergereauftauchenemerge la figura dell’influencer o del fashion blogger, che riesce a influenzare tutti gli altri dettando legge in fatto diin punctoin fatto di abbigliamento. La competenza e lo studio lasciare il posto aweichenlasciano il posto all’istinto e al gusto, non sempre buono. Con una sola foto postata sui social, questi personaggi riescono a fare la fortunaden Erfolg begründenfare la fortuna di un il capoKleidungsstückcapo o di un accessorio. La più famosa influencer nel mondo è l’italiana Chiara Ferragni.

     

    Den vollständigen Artikel finden Sie in der Adesso-Ausgabe 12/2019!

    Neugierig auf mehr?

    Dann nutzen Sie die Möglichkeit und stellen Sie sich ihr optimales Abo ganz nach Ihren Wünschen zusammen.

    Werbung
    <
    >