QUESTO MESE
Un fine settimana in...: Maremma
Il Giardino dei Tarocchi
di Francesco De Tomaso
Ein echtes Wunderland für alle Kunstliebhaber: Der Tarot-Garten in der südlichen Toskana ist das Lebenswerk der franko-amerikanischen Künstlerin Niki de Saint-Phalle.
C’è un solo modo per passare un fine settimana nel Paese delle Meraviglie senza chiamarsi Alice: fare rotta per Capalbio, in Toscana, e una volta arrivati salire in collina, alla tenuta Garavicchio. A un certo punto ci si trova davanti a un muro con un grande varco, che ci piace pensare difeso da un orco o da una fata, per tenere lontano chi non ha voglia di sognare. Gli altri, tutti dentro! Benvenuti nel Giardino dei Tarocchi. Via, non storcete la bocca voi che non credete a cartomanti e profezie, questi tarocchi sono ben altro. Avete presente i 22 arcani maggiori, le figure simboliche che, combinate tra loro, possono anche rivelarvi come sarà il futuro? Ecco, fate conto di vederli uscire dalle carte, ingrandirsi a dismisura fino a diventare colossi alti quanto un palazzo e inquietanti come i mostri delle favole.
Se il Giardino dei Tarocchi è il Paese delle Meraviglie, da qualche parte dovrà pur esserci il Lewis Carrol della situazione. Infatti c’è, è franco-americana e si chiama – o meglio “si chiamava”, perché è scomparsa nel 2002 – Niki de Saint-Phalle. Considerata una delle più estrose ed eccentriche pittrici e scultrici contemporanee, ha concepito questa incredibile, colossale “scatola a sorpresa” nella campagna toscana alla fine degli anni Settanta, dopo essere rimasta affascinata dal Parco Güell di Barcellona, ideato dal grande Gaudí. Complici ideali nel trasformare il suo sogno in realtà sono stati il secondo marito, l’artista Jean Tinguely, e la famiglia Caracciolo-Agnelli, che di buon grado ha accettato di concedere mezzo ettaro della propria collina all’estro dell’artista. Così Niki, nel 1979, diede il via ai lavori seguendo un “piano regolatore” tutto suo, che prevedeva la realizzazione di “uno spiazzamento permanente del campo di visione umano, uno choc di colori penetrazioni-forme”.
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