QUESTO MESE
Un fine settimana a...: Catania
Catania in festa
Testo > Mara Zatti
Agata, die Santuzza von Catania, wird im Februar mit imposanten Prozessionen gefeiert.
Lächelt sie der Menge zu, verspricht es ein gutes Jahr zu werden…
Tre sono le cose da non toccare a un catanese: Sant’Agata, i morti e il Catania Calcio”. Quest’affermazione mi introduce all’avventura che ogni anno porta migliaia di persone a Catania per la festa di Sant’Agata. Nel III secolo d.C., all’epoca delle persecuzioni contro i cristiani, Agata, famosa per la sua devozione e la sua bellezza, si rifiuta di sposare il proconsole Quinziano. È una ragazza bella, devota e di famiglia nobile e neanche le torture, tra cui il taglio delle mammelle, le fanno cambiare idea. Alla fine viene condannata a morire su un letto di tizzoni ardenti. Secondo la tradizione, però, il fuoco non brucia il velo di Agata. Un anno dopo una colata di lava rischia di distruggere la città, e il velo, portato in processione, la ferma. Da allora i catanesi sono devoti alla Santa e, ogni anno, le dedicano un mese e mezzo di celebrazioni, da inizio gennaio a metà febbraio circa. La celebrazione più importante è la processione della bara della Santa, dal 3 al 5 febbraio.
Le candelore
Protagoniste di queste giornate sono le candelore, 11 costruzioni di legno che, da semplici candele, si sono trasformate in vere opere d’arte, ognuna con una storia e una tradizione.
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