QUESTO MESE
Speciale Sicilia: L'itinerario barocco
Testo > Claudio Agostoni
Schwindelerregende Treppen hinauf zu barocken Kirchen und Palästen, Jasminduft in der Luft und die träge Stimmung der sizilianischen Sonne. Vieles hat sich seit den Zeiten von „Il Gattopardo“ geändert, zum Glück aber nicht alles…
Anche in tempi nei quali è la Rete a farla da padrona, l’Enciclopedia Treccani, la più prestigiosa delle enciclopedie italiane, continua a godere di un’autorevolezza che Wikipedia si sogna. C’è da crederle, quindi, se dichiara che, dopo Venezia, “la città più singolare d’Italia è Modica”.
Chi la vuole visitare a piedi si prepari all’arrampicata, mentre l’automobilista deve essere pronto a un sorprendente rally urbano.
Condizioni estreme dovute al fatto che la città siciliana è costruita su quattro colline e uno sperone, tra le gole di due torrenti, coperti dopo l’alluvione del 1902. Se il terremoto che nel 1693 distrusse la Sicilia e costrinse Ragusa e Scicli, due importanti città della contea di Modica (il più grande stato feudale siciliano nel periodo della dominazione spagnola) a spostarsi per essere ricostruite, Modica risorse dove era sempre stata. Lì i Siculi abitavano già nell’età del Bronzo, come oggi testimoniano numerose tombe rupestri.
Modica, agli occhi del visitatore, è una sorta di incredibile cartolina, impreziosita dal barocco che un’urbanistica folle e affascinante ha preservato.
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