QUESTO MESE
Società
Poveri padri
di Mario Trabalza
Scheidung als wirtschaftliches Lebensrisiko? Für immer mehr Männer führt die Scheidung direkt in die Armut. Familienrechtler sprechen von sozialem Notstand.
Partiamo dai numeri. In Italia si separano ogni anno circa 160.000 persone e 100.000 divorziano. Nella stragrande maggioranza dei casi il padre si trasferisce in un’altra abitazione e i figli restano con la madre. Tra gli alimenti da versare, le spese, anche legali, della separazione, magari un mutuo ancora da pagare, sempre più uomini hanno difficoltà economiche, o finiscono addirittura in miseria. I “fortunati“, circa mezzo milione, ritornano ad abitare dai genitori e risparmiano così l’affitto. Ma gli altri? Chi è solo e senza aiuti non ha alternative alla povertà. Da uno studio realizzato dall’Associazione matrimonialisti italiani (Ami) emerge che il 25 % degli ospiti delle mense dei poveri sono coniugi separati o divorziati (l’80 % uomini, il 20 % donne).
Sono per lo più operai, insegnanti, impiegati che non riescono più ad avere un tenore di vita dignitoso e finiscono per vivere da barboni. Un’autentica “emergenza sociale“, secondo il presidente dell’Ami, Gian Ettore Gassani (vedi box intervista).
Nei casi più estremi la povertà, accompagnata dalla solitudine, porta all’emarginazione. Il padre separato si lascia andare, finisce in giri poco puliti, inizia a bere. La vergogna di mostrarsi in queste condizioni costringe ad allentare il contatto con i figli, con disastrose conseguenze dal punto di vista umano e affettivo. A pagare alla fine sono tutti, i padri ma anche i figli, che si portano dietro le tracce di questo dramma per tutta la vita.
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