QUESTO MESE
Società
Figlio mio, quanto mi costi!
di Mario Trabalza
Wer soll das bezahlen? Ob iPod, Handy oder Markenkleidung – in wirschaft-lich schwierigen Zeiten wird beim Nachwuchs am wenigsten gespart. Bis zu 8.000 Euro im Jahr geben italienische Eltern für ihre Teenager aus.
L’iPod nano costa 136 euro ma, al massimo dopo un anno, andrà sostituito con un modello più moderno, oppure con un iPod touch, che arriva a 219 euro. Ma non basta: telefonino (a prezzi diversissimi), lettori mp3 (da 119 a 155 euro, esclusi quelli della Apple), giochi di ruolo elettronici online, la Xbox per giocare lontano dal computer (143 euro), e – perché no? – la Playstation 3 (329 euro), che non deve proprio mancare.
Questi sono solo alcuni degli “oggetti del desiderio” di milioni di giovani italiani dai 15 ai 18 anni. Belli, costosi e facilmente raggiungibili. Ma chi li paga? Mamma e papà, naturalmente, sempre più schiavi del consumismo dei loro figli, a cui è difficile dire di no. Secondo i dati Istat, elaborati dalla Confesercenti, emerge che ogni famiglia italiana spende al mese da un minimo di 200 a un massimo di 800 euro per figlio. Fatti due calcoli, alla fine dei 5 anni di liceo la spesa per un figlio tocca i 50.000 euro. Sulla prole non si risparmia, anche in tempi di vacche magre.
Sì, perché nonostante la crisi internazionale e il calo dei consumi, le famiglie tagliano le spese, ma non risparmiano sui figli. Il loro tenore di vita è l’ultimo a essere ridimensionato e solo quando non c’è altra soluzione. Al massimo la paghetta mensile viene spezzettata: qualcosa oggi per la ricarica del telefono cellulare, un altro po’ la prossima settimana per la discoteca, con l’illusione di spendere meno e di tenere sotto controllo le uscite. Come dicevamo, è solo un’illusione.
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