QUESTO MESE
L'Italia a tavola
Il Brunello di Mozart
di Marina Collaci
Vom Juristen zum Weinbauern: Bei Mozarts Musik gedeihen die Weinreben von Carlo Cignozzi in Frassina besser. Nur ein Zufall? Die Wissenschaftler wollen es genauer wissen.
Oh Harlo, che ci fai sentire alle tu’ vigne, i valzer viennesi o le hanzoni napoletane?” (“Ma Carlo, cosa fai sentire alle tue vigne, i valzer viennesi o le canzoni napoletane?”). L’idea di far crescere l’uva a suon di musica all’inizio è sembrata comica ai contadini toscani della Val D’Orcia che, con il loro tipico modo di parlare con la “c” aspirata, si facevano grandi risate alle spalle di “Harlo”: Carlo Cignozzi, il coraggioso avvocato milanese che aveva deciso, un bel giorno, di appendere la toga al chiodo, lasciare lo smog e lo stress della metropoli per dedicare la sua vita al vino e alla magia della campagna.
Quando sono arrivate frotte di giornalisti incuriositi dagli esperimenti musicali dell’intraprendente enologo, chiedendo se fosse divertente vendemmiare e ascoltare nello stesso tempo Mozart, i contadini hanno risposto dissacranti: “Ovvia, ‘un è che ’un ci piaccia la musica, anzi. Ma viia, di codesto niio niio, ’un se ne pole più!!” (“Suvvia, non è che non ci piaccia la musica, anzi. Ma via, di questa lagna non se ne può più!!”). Insomma, alla lunga questa musica dava loro sui nervi.
Quando però al Paradiso di Frassina – un angolo di Eden a 5 chilometri da Montalcino, immerso nella natura incontaminata e colorato di girasoli e ulivi – sono arrivati giornalisti da tutto il mondo e giornali come il francese Le Monde e il tedesco Der Spiegel hanno dedicato articoloni all’azienda; quando si è presentata anche l’Università di Firenze e i professori del Dipartimento di Neurologia vegetale hanno portato i loro alambicchi; quando una grande multinazionale, la Bose, ha deciso di investire nel progetto inviando 50 diffusori di ultima generazione con cavi da collegare nei campi per diffondere la musica fra i vigneti in maniera professionale, allora i montalcinesi sono venuti a più miti consigli: “Be’! Andiamo ad assaggiare adesso questi vini di Mozart...”.
Si sono definitivamente arresi quando si sono accorti che l’uva effettivamente cresceva più in fretta, senza bisogno di pesticidi e, soprattutto, che il vino prodotto da quelle uve era ottimo. Una rivoluzione è in corso a Montalcino. Al Paradiso di Frassina le viti crescono ascoltando l’opera omnia di Mozart 24 ore su 24.
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