QUESTO MESE
Le grandi famiglie - Settima puntata
I Ricasoli
di Carlo Tomaso Parmegiani
Seit 1141 betreiben die Ricasoli in der Toskana eines der ältesten Weingüter der Welt. Die Adelsfamilie aus Florenz trat maßgeblich für Italiens Einheit ein und erstellte die erste verbindliche Rezeptur für den Chianti Classico.
Mille anni di storia, un castello nel bel mezzo della Toscana e un vino fra i più famosi del mondo. Sono gli “ingredienti” di una vicenda familiare fra le più interessanti d’Italia. Il castello è quello di Brolio, il vino il Chianti, la famiglia quella dei Ricasoli, che nel suo sterminato albero genealogico annovera condottieri, ambasciatori, senatori, magistrati, artisti, musicisti, letterati e personalità di ogni tipo: anche Bettino, il primo ministro che nel 1861 succedette al conte Camillo Benso di Cavour alla guida del governo nel neonato Regno d’Italia.
Se l’origine della famiglia si fa risalire a Geremia e al figlio Ridolfo, vissuti a cavallo del primo millennio, è nel 1187 che iniziò la storia nobiliare dei Ricasoli, la più antica famiglia dell’aristocrazia fiorentina. Già proprietari del castello di Brolio dal 1141, i Ricasoli furono creati baroni per volontà dell’imperatore Arrigo VI. Iniziò così la storia della famiglia, ma anche quella della seconda più antica casa vinicola del mondo (la prima è la francese Château de Goulaine), nonché la quarta delle 18 imprese di ogni settore che operano da più di 500 anni. Intorno al castello di Brolio, le cui origini risalgono al X secolo, i Ricasoli coltivano 240 ettari di vigneto. Altri 1.200 ettari di proprietà della famiglia si estendono a nord-est di Siena, nella parte più meridionale e antica della zona di produzione del Chianti classico, ai quali si aggiungono 26 ettari di oliveti. L’azienda è rimasta di proprietà della famiglia per quasi mille anni, salvo un breve periodo dagli anni Settanta del secolo scorso fino al 1993.
Il castello di Brolio non ha importanza solo nella produzione vitivinicola italiana, ma ha giocato un ruolo fondamentale nella storia dell’Italia centrale. Intorno all’anno Mille, infatti, le terre di Brolio (che oggi, per ironia della sorte, si trovano in provincia di Siena) erano l’ultimo avamposto della Repubblica Fiorentina contro l’eterna rivale Siena. Il castello, proprio per la sua posizione, subì assalti e distruzioni, l’ultima delle quali nel 1478. Agli anni immediatamente successivi risalgono la cinta muraria, che ancor oggi racchiude il maniero alla sommità del suo colle, e il palazzo padronale, ristrutturato a metà Ottocento da Bettino Ricasoli in stile neogotico.
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