QUESTO MESE
Fine settimana 07/11
Nella terra degli orsi
Testo: Laura Campo
Zurück zu den Wurzeln: Im Nationalpark Abruzzen, Latium und Molise geht der Besucher inmitten unberührter Natur auf eine Reise zu den Ursprüngen und Traditionen der Region.
Con i muli, a piedi, a cavallo, con
la fotocamera o soltanto con lo zaino, lungo 150 sentieri e 200
chilometri di itinerari. Tra boschi di faggi secolari e immense foreste
di pino nero e acero, prati e cascate, antichi tratturi della transumanza e percorsi panoramici in quota, ma anche centri faunistici,
musei naturalistici, giardini botanici e antichi paesi storici. Esistono
molte alternative per scoprire gli oltre 50.000 ettari del bellissimo
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (tra le province dell’Aquila,
Isernia e Frosinone): il più antico d’Italia, nel cuore della catena
degli Appennini.
È un territorio selvatico e puro, ma tutti lo
possono raggiungere. La natura è stata protetta, ma anche lasciata
libera di crescere senza troppe azioni da parte dell’uomo. È una delle
rare zone dell’Europa occidentale, in un paese piccolo e abitato come
l’Italia, in cui si possono ancora vedere animali rarissimi. Prima di
tutto i grandi predatori: l’orso marsicano (simbolo del parco), il lupo
(specie protetta dal 1974), l’aquila reale, tutti importantissimi per la catena alimentare e la difesa della biodiversità, ma anche il camoscio
degli Appennini, i cervi e i caprioli. Proprio questa ricchezza e grande
quantità di fauna selvatica rende più facili gli avvistamenti o anche,
semplicemente, accorgersi in modo chiaro della presenza degli animali
durante passeggiate e gite.
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