PENSIERI E PAROLE
A pagare sono sempre gli stessi...
di Mario Trabalza
Bambini poveri, bambini sfruttati, vittime di violenze e di abusi sessuali. Un'ingiustizia indegna per un Paese civile, con un'aggravante: l'infanzia che soffre la troviamo in maggioranza al Sud d'Italia e tra i bambini stranieri. C'era da aspettarselo, nulla di nuovo dunque. I bambini stranieri e quelli meridionali sono i più deboli, i più esposti alle ingiustizie e al disagio. Chi pensa a loro? A quasi centocinquantanni dall'Unità d'Italia (1861) l'Italia è ancora divisa in due: il Nord e il Sud. Due Paesi in un Paese che non è mai diventato Nazione. Cittadini di prima categoria al Nord, sudditi al Sud.
La politica non si è mai veramente occupata del Mezzogiorno, abbandonato a sé stesso, in balia della criminalità, senza un autentico sviluppo: da una parte lo sterile assistenzialismo dello Stato che ha creato parassittismo, dall'altro l'economia violenta e illegale delle mafie che si sono sviluppate come un cancro. Il Sud è un'emergenza nazionale, da sempre. Che possibilità hanno i meridionali di cambiare un futuro già scritto? Alla rassegnazione, all'impotenza, al piegarsi ai compromessi umilianti per godere di un diritto? Non ci sono che due strade: la fuga o la ribellione che può significare la morte. Il prezzo da pagare al Sud per vivere con dignità, da libero cittadino è altissimo: l'isolamento o l'eroismo.
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Su you tube puoi vedere un video in cui Roberto Saviano parla della condizione del Sud d'Italia.
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