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Tre milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà alimentare
Le soglie di povertà alimentari oscillano nel Settentrione tra i 233-252 euro al mese, nelle regioni centrali tra i 207-233 euro, mentre nel Mezzogiorno tra i 196-207 euro. In particolare, gli estremi sono occupati dal Trentino Alto Adige, la regione più cara d'Italia in termini di alimenti, dove una famiglia di due componenti deve spendere almeno 252 euro al mese in cibo per mantenere una dieta adeguata, e dalla Campania, dove la stessa famiglia può spendere 56 euro in meno al mese per acquistare lo stesso paniere di beni. Nonostante il costo dei beni alimentari si riduca passando dal Nord al Sud d'Italia, la stessa cosa non avviene per quanto riguarda l'incidenza di povertà alimentare: nel Nord Italia e nelle regioni centrali l'incidenza di povertà alimentare resta tra il 2 e il 4,2%, mentre nel Sud Italia e soprattutto nelle Isole assume incidenze ben più preoccupanti comprese tra il 6 e il 10,8%.
I profili più esposti al rischio di povertà alimentare, secondo la ricerca della Fondazione per la Sussidiarietà, comprendono: famiglie numerose, con più di 4 e soprattutto con 5 o più componenti; anziani soli e ancor di più coppie anziane, 65enni e più; famiglie monogenitore, coppie con due figli e soprattutto con 3 o più figli; famiglie dove è presente almeno un minore; famiglie con persona di riferimento poco istruita (licenzia media o inferiore); famiglie con persona di riferimento disoccupata o in cerca di prima occupazione; famiglie dove il capofamiglia svolge un lavoro operaio; famiglie che vivono in un'abitazione in affitto.
''La povertà è legata alla solitudine e quindi alla perdita dei legami - spiega Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà - quando si perde il lavoro, quando si rompe il nucleo familiare, quando si è anziani e senza figli vicini, quando si è disabili e malati, quando non ci si inerisce perché immigrato, si perde speranza, fiducia e capacità di costruire e quindi si scivola nella povertà. E' un problema prima culturale che economico''. Vittadini, quindi, chiede la collaborazione di tutti per affrontare il tema della povertà, a cominciare dalle istituzioni: ''Lo Stato dovrebbe sostenere queste realtà che già operano nel settore. Una politica calata dall'alto non raggiunge i poveri''.
Notizia concessa dal gruppo adnkronos
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