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Sommelier, ovvero possedere l'arte di consigliare un piacere
Roma - (Labitalia) - "Il vino è una delle materie più civili del mondo, una delle cose materiali che sono state spinte al più alto grado di perfezione, che offre una più ampia scelta di gioia e di soddisfazione". A sostenerlo era lo scrittore statunitense Ernest Hemingway, che già molti anni fa elogiava quello che da sempre è il vanto del nostro paese e che oggi rappresenta una tra le produzioni più importanti e di pregio della nostra terra. Se per alcuni la 'bevanda' (ma attenzione a chiamarla solo così!) più famosa del bel paese rimane confinata tra i piaceri irrinunciabili, per molti oggi, non solo produttori vitivinicoli e agricoltori specializzati, il vino è diventato una professione su cui scommettere.
Sono sempre di più e soprattutto giovani infatti le persone che scelgono di diventare sommelier.
"Il sommelier - afferma a LABITALIA Terenzio Medri, il presidente dell'Associazione italiana sommelier - non è più quello del passato. Oggi per affrontare questo lavoro sono indispensabili, oltre ad un'adeguata formazione professionale, una grande capacità comunicativa, un'ampia cultura personale, conoscenza delle lingue straniere e un pizzico di psicologia, utile a comprendere gusti ed esigenze dei clienti. La nostra associazione, che è la più grande in Italia e nel mondo, conta attualmente 31mila soci e organizza numerosi corsi di formazione e master specialistici, per diventare sommelier di alto livello. La preparazione è estremamente importante, e i corsi che proponiamo si articolano su tre livelli. Nelle circa 15 lezioni di cui si compone ogni corso, si affrontano temi come la viticoltura, l'enologia, la tecnica della degustazione e del servizio per arrivare alla tecnica della degustazione del cibo e, soprattutto, dell'abbinamento cibo vino".
"Al termine di ognuno è previsto un impegnativo esame finale.
E' indispensabile però - continua il presidente dell'Ais - un aggiornamento continuo, perché quello del vino è un settore in rapida evoluzione. Oggi infatti la clientela presente in hotel e ristoranti di alto livello, non richiede più un semplice consiglio sul vino con il quale accompagnare il proprio pasto, ma apprezza la capacità del sommelier di addentrarsi in particolari che riescano a svelare anche la storia, la cultura e le caratteristiche che contraddistinguono un'etichetta".
Traino per l'intera economia nazionale, il settore vitivinicolo sembra dunque vivere un momento particolarmente florido e la professione di sommelier viaggia in controtendenza rispetto al mercato nazionale del lavoro. "C'è una grande richiesta di sommelier - racconta Medri - soprattutto tra i giovani sotto i 40 anni. Inoltre, cosa che non guasta sicuramente, le retribuzioni sono molto buone, anche se variano in base al livello dei ristoranti o degli hotel in cui si opera.
Comunque si può arrivare anche a 3-4mila euro mensili per un professionista di alto livello".
"Il sommelier inoltre, rappresenta una figura importante per l'intero comparto del made in Italy - sottolinea - perché quotidianamente sponsorizza eccellenze del nostro territorio in tutto il mondo. Insomma, credo che l'Italia debba 'sfruttare' questo settore che sta vivendo un momento magico e considerarlo come traino per la nostra economia. Non dobbiamo infatti dimenticare - conclude il presidente - che ogni regione ha grandi potenzialità e unicità da valorizzare, soprattutto nel binomio vincente cibo-vino, che ci vede eccellere e primeggiare in tutto il mondo".
Notizia concessa dal gruppo adnkronos.
Su you tube puoi vedere un servizio sull'Associazione italiana sommelier della Lombardia.













