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05.07.2008
Pompei, allarme rosso sugli scavi
Pompei, di nuovo in pericolo …stavolta non a causa del Vesuvio ma per colpa delle autorità. A leggere i dati sembrerebbe proprio di sì. A giugno il numero dei turisti che hanno oltrepassato i cancelli dello scavo archeologico di Pompei è calato
in modo evidente: le visite sono state del 13% in meno rispetto alla media e anche il resto dell’estate, purtroppo, non promette nulla di buono.
Disagi a non finire, furti, reperti miseramente stipati nei granai perché l’Antiquarium è ancora da completare, servizi scadenti e, clamoroso ma vero, ristorante turistico chiuso per morosità: i gestori tenevano aperto pur avendo la concessione scaduta ed essendo in debito di anni di affitto.
A partire dai giorni scorsi però, ecco finalmente la svolta : il quotidiano “Corriere della Sera”, così come diverse altre testate giornalistiche italiane, ha smosso le acque e denunciato nero su bianco il degrado che affligge Pompei, una perla archeologica di valore inestimabile scandalosamente lasciata all’abbandono e alla rovina .
Le accuse parlano chiaro e il mondo politico, di colpo, reagisce: il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e il prefetto di Napoli e della Regione Campania chiedono l’intervento del governo e la risposta dall’alto non si fa attendere. Il Consiglio dei ministri ha così deliberato, nella giornata di ieri, lo stato di emergenza nell’area archeologica di Pompei, dando il via libera ad un intervento con mezzi e poteri straordinari sugli scavi.
Claudio Velardi, assessore regionale ai beni Culturali e Turismo, in un’intervista rilasciata al “Corriere del Mezzogiorno” ha annunciato “una rivoluzione, molto prima di quanto pensiate”.
Al di là delle promesse, la situazione è grave e bisogna agire subito, altrimenti si rischia un’altra distruzione come quella del 79 D.C.
in modo evidente: le visite sono state del 13% in meno rispetto alla media e anche il resto dell’estate, purtroppo, non promette nulla di buono.
Disagi a non finire, furti, reperti miseramente stipati nei granai perché l’Antiquarium è ancora da completare, servizi scadenti e, clamoroso ma vero, ristorante turistico chiuso per morosità: i gestori tenevano aperto pur avendo la concessione scaduta ed essendo in debito di anni di affitto.
A partire dai giorni scorsi però, ecco finalmente la svolta : il quotidiano “Corriere della Sera”, così come diverse altre testate giornalistiche italiane, ha smosso le acque e denunciato nero su bianco il degrado che affligge Pompei, una perla archeologica di valore inestimabile scandalosamente lasciata all’abbandono e alla rovina .
Le accuse parlano chiaro e il mondo politico, di colpo, reagisce: il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e il prefetto di Napoli e della Regione Campania chiedono l’intervento del governo e la risposta dall’alto non si fa attendere. Il Consiglio dei ministri ha così deliberato, nella giornata di ieri, lo stato di emergenza nell’area archeologica di Pompei, dando il via libera ad un intervento con mezzi e poteri straordinari sugli scavi.
Claudio Velardi, assessore regionale ai beni Culturali e Turismo, in un’intervista rilasciata al “Corriere del Mezzogiorno” ha annunciato “una rivoluzione, molto prima di quanto pensiate”.
Al di là delle promesse, la situazione è grave e bisogna agire subito, altrimenti si rischia un’altra distruzione come quella del 79 D.C.
in Gefahr
Aufsehen erregend
Wende
Zerfall
Einsturz
Zerstörung
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