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06.03.2008
Napoli, ancora emergenza
Nel pieno della campagna elettorale, una città o meglio un’intera regione sembrano voler ignorare totalmente la scadenza del 13 aprile. Napoli e dintorni hanno deciso così di dimostrare la loro protesta nei confronti della politica, di destra e di sinistra, indistintamente: non andando a votare in massa.
A due mesi dallo scoppio dell’allarme-immondizia, a Napoli le strade sono tornate ad essere uno sversatoio di rifiuti a cielo aperto. Dopo la breve “tregua” di qualche settimana fa, in cui il centro della città era stato ripulito dalle montagne di immondizie, la situazione è nuovamente precipitata con la novità che ora anche i quartieri più “nobili” di Napoli sono avvelenati dai rifiuti, dai ratti, dagli scarafaggi e dai branchi di cani randagi in cerca di cibo. Via Toledo, la strada più chic della città, è invasa dai rifiuti come anche il quartiere di Santa Lucia, dove hanno sede gli uffici della Regione e del suo governatore Antonio Bassolino. Per non parlare di comuni come Pianura, Pozzuoli, Quarto e Caloria, dove la situazione è ancora peggiore.
L’intolleranza e la sfiducia dei cittadini hanno superato ormai ogni limite. Per molti l’emergenza immondizie ha significato la rovina economica. I fruttivendoli ad esempio lamentano perdite che arrivano in alcuni casi al 70%: la gente, per paura della contaminazione della terra a causa dei rifiuti, non compra più né frutta né verdura e i negozi rischiano il fallimento.
La novità di questi giorni è la costituzione di parte civile nel processo sul caso-rifiuti del sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino: un ulteriore colpo per il governatore Bassolino, considerato uno dei principali responsabili del degrado della città, che dovrà fare i conti con la rabbia della popolazione per una situazione che sembra ormai senza speranza.
Nella foto (© Ansa): Allarme rifiuti a Napoli
A due mesi dallo scoppio dell’allarme-immondizia, a Napoli le strade sono tornate ad essere uno sversatoio di rifiuti a cielo aperto. Dopo la breve “tregua” di qualche settimana fa, in cui il centro della città era stato ripulito dalle montagne di immondizie, la situazione è nuovamente precipitata con la novità che ora anche i quartieri più “nobili” di Napoli sono avvelenati dai rifiuti, dai ratti, dagli scarafaggi e dai branchi di cani randagi in cerca di cibo. Via Toledo, la strada più chic della città, è invasa dai rifiuti come anche il quartiere di Santa Lucia, dove hanno sede gli uffici della Regione e del suo governatore Antonio Bassolino. Per non parlare di comuni come Pianura, Pozzuoli, Quarto e Caloria, dove la situazione è ancora peggiore.
L’intolleranza e la sfiducia dei cittadini hanno superato ormai ogni limite. Per molti l’emergenza immondizie ha significato la rovina economica. I fruttivendoli ad esempio lamentano perdite che arrivano in alcuni casi al 70%: la gente, per paura della contaminazione della terra a causa dei rifiuti, non compra più né frutta né verdura e i negozi rischiano il fallimento.
La novità di questi giorni è la costituzione di parte civile nel processo sul caso-rifiuti del sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino: un ulteriore colpo per il governatore Bassolino, considerato uno dei principali responsabili del degrado della città, che dovrà fare i conti con la rabbia della popolazione per una situazione che sembra ormai senza speranza.
Nella foto (© Ansa): Allarme rifiuti a Napoli
Wahlkampf
wählen
Mühl
hier: Mühldeponie
Abfall
scarafaggio: Küchenschabe
branco: Rudel
randagio: streunend
Misstrauen
fruttivendolo: Obsthändler
costituire parte civile: Nebenklage erheben
Verfall
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