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06.04.2010
Le imprese 'rosa' tengono di più: nel 2009 hanno resistito meglio alla crisi
Roma - (Adnkronos) - La crisi non fa sconti all'imprenditoria femminile eppure, nel 2009 come nell'anno precedente, le 'capitane' d'impresa resistono meglio rispetto ai colleghi uomini. Pur chiudendo l'anno con il segno meno, per le imprese individuali a conduzione femminile il bilancio 2009 risulta meno pesante di quello subito dalle imprese con a capo un uomo: -1,2% (pari a 10.130 unità in meno), contro il -1,6% fatto registrare dai colleghi uomini.
A sostenere la migliore tenuta delle imprese al femminile hanno contribuito in maniera significativa le attività avviate da donne immigrate da paesi non appartenenti all'Unione Europea, il cui saldo è stato positivo per poco più di 3mila unità (il 6,4% in più rispetto al 2008).
Alla fine del 2009, pertanto, la quota dei titolari donne di ditte individuali sul totale risultava leggermente aumentata rispetto al 2008 (dal 25,5 al 25,6%), e corrispondente ad uno stock di titolari donne pari a 862.894 unità, concentrate soprattutto nel commercio, nell'agricoltura e nei servizi (688.694 titolari, il 79,8% di tutte le imprese individuali a conduzione femminile), come rilevato da Unioncamere e InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. ''Anche questo - secondo il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - è il segnale positivo di una ancora forte vitalità imprenditoriale delle donne italiane oltre che del fatto che la presenza femminile nell'economia è destinata inevitabilmente e giustamente a crescere. Sono ancora troppo poche le donne nelle 'stanze dei bottoni' delle aziende italiane - aggiunge Dardanello - ma, come vediamo anche oggi, sanno farsi spazio anche nei settori considerati tradizionalmente maschili''. Lo scenario del 2009 si rasserena un po' guardando alle altre tipologie di impresa in rosa, analizzate a partire dai dati - ancora parziali - dell'Osservatorio Unioncamere sull'imprenditoria femminile.
Escludendo le imprese individuali e quelle costituite in forma di società di capitale, le restanti aziende a conduzione femminile (società di persone, cooperative, consorzi e altre forme) fanno segnare infatti un aumento di 592 unità a fine 2009, pari ad una crescita dello 0,2% rispetto al 2008. In termini assoluti, meglio di tutte hanno fatto le cooperative in rosa (+866 unità); in arretramento, all'opposto, le società di persone (-711 unita'). Facendo unicamente riferimento alle imprese individuali, dal punto di vista del territorio, in tutte le regioni si sono registrati saldi (e, conseguentemente, tassi di crescita). Scendendo a livello provinciale, tuttavia, l'imprenditoria rosa è riuscita a chiudere il 2009 in attivo in una provincia su cinque (22 delle 105 in cui sono presenti i registri delle Camere di commercio).
Tra queste, meglio di tutte hanno fatto Prato (+5,2%), Crotone (+1,6), Cremona (+1,2) e Ragusa, Monza-Brianza e Rovigo (che hanno chiuso l'anno tutte con un +0,9%). Per le imprese condotte da titolari uomini il rapporto si riduce a una provincia su dieci: solo in 11 province, infatti, il bilancio del 2009 si è chiuso con il segno ''più''. In termini relativi, la tenuta delle donne è stata maggiore in Toscana e Umbria, (-0,1% la riduzione, contro un arretramento degli uomini che è stato, rispettivamente, dello 0,8 e dell'1,2%). A seguire il Trentino Alto Adige (-0,4% contro -1,6), Piemonte (dove la performance dei due sessi è stata invece identica: -0,5%) e Veneto dove il divario tra donne e uomini è stato il più ampio in assoluto (1,3 punti percentuali: -0,6 per le titolari donne contro -1,9 per gli uomini). All'opposto, a risentire maggiormente delle difficoltà della crisi sono state le imprenditrici della Valle d'Aosta (-4,8%), Sicilia (-2,9), Friuli Venezia Giulia (-2,5), Puglia (-2,4) e Molise (-2,3). Solo in cinque regioni le donne hanno fatto registrare performance meno brillanti dei colleghi imprenditori: nella già citata Valle d'Aosta (-4,8% contro -1,2, ben 3,6 punti percentuali di differenza), in Friuli Venezia Giulia (-2,5 contro -1,9), in Molise (-2,3 contro -1,8), in Liguria (-1,2 contro -0,3), nel Lazio (-1,0 contro -0,5) e nella Campania (-0,8 contro -0,6).
Alla fine del 2009, pertanto, la quota dei titolari donne di ditte individuali sul totale risultava leggermente aumentata rispetto al 2008 (dal 25,5 al 25,6%), e corrispondente ad uno stock di titolari donne pari a 862.894 unità, concentrate soprattutto nel commercio, nell'agricoltura e nei servizi (688.694 titolari, il 79,8% di tutte le imprese individuali a conduzione femminile), come rilevato da Unioncamere e InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. ''Anche questo - secondo il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - è il segnale positivo di una ancora forte vitalità imprenditoriale delle donne italiane oltre che del fatto che la presenza femminile nell'economia è destinata inevitabilmente e giustamente a crescere. Sono ancora troppo poche le donne nelle 'stanze dei bottoni' delle aziende italiane - aggiunge Dardanello - ma, come vediamo anche oggi, sanno farsi spazio anche nei settori considerati tradizionalmente maschili''. Lo scenario del 2009 si rasserena un po' guardando alle altre tipologie di impresa in rosa, analizzate a partire dai dati - ancora parziali - dell'Osservatorio Unioncamere sull'imprenditoria femminile.
Escludendo le imprese individuali e quelle costituite in forma di società di capitale, le restanti aziende a conduzione femminile (società di persone, cooperative, consorzi e altre forme) fanno segnare infatti un aumento di 592 unità a fine 2009, pari ad una crescita dello 0,2% rispetto al 2008. In termini assoluti, meglio di tutte hanno fatto le cooperative in rosa (+866 unità); in arretramento, all'opposto, le società di persone (-711 unita'). Facendo unicamente riferimento alle imprese individuali, dal punto di vista del territorio, in tutte le regioni si sono registrati saldi (e, conseguentemente, tassi di crescita). Scendendo a livello provinciale, tuttavia, l'imprenditoria rosa è riuscita a chiudere il 2009 in attivo in una provincia su cinque (22 delle 105 in cui sono presenti i registri delle Camere di commercio).
Tra queste, meglio di tutte hanno fatto Prato (+5,2%), Crotone (+1,6), Cremona (+1,2) e Ragusa, Monza-Brianza e Rovigo (che hanno chiuso l'anno tutte con un +0,9%). Per le imprese condotte da titolari uomini il rapporto si riduce a una provincia su dieci: solo in 11 province, infatti, il bilancio del 2009 si è chiuso con il segno ''più''. In termini relativi, la tenuta delle donne è stata maggiore in Toscana e Umbria, (-0,1% la riduzione, contro un arretramento degli uomini che è stato, rispettivamente, dello 0,8 e dell'1,2%). A seguire il Trentino Alto Adige (-0,4% contro -1,6), Piemonte (dove la performance dei due sessi è stata invece identica: -0,5%) e Veneto dove il divario tra donne e uomini è stato il più ampio in assoluto (1,3 punti percentuali: -0,6 per le titolari donne contro -1,9 per gli uomini). All'opposto, a risentire maggiormente delle difficoltà della crisi sono state le imprenditrici della Valle d'Aosta (-4,8%), Sicilia (-2,9), Friuli Venezia Giulia (-2,5), Puglia (-2,4) e Molise (-2,3). Solo in cinque regioni le donne hanno fatto registrare performance meno brillanti dei colleghi imprenditori: nella già citata Valle d'Aosta (-4,8% contro -1,2, ben 3,6 punti percentuali di differenza), in Friuli Venezia Giulia (-2,5 contro -1,9), in Molise (-2,3 contro -1,8), in Liguria (-1,2 contro -0,3), nel Lazio (-1,0 contro -0,5) e nella Campania (-0,8 contro -0,6).
Notizia concessa dal gruppo adnkronos.
Su you tube puoi vedere un servizio sulle donne imprenditrici di Mestre.
Unternehmertätigkeit
Minuszeichen
impresa individuale: Einzelunternehmen
Leitung
avviare: leiten
titolare: Inhaber
Dienstleistungen
Verband der Handelskammern
Handelsregister
camera di commercio: Handelskammer
stanza dei bottoni: Kommandozentrale
rasserenarsi: sich aufhellen
Kapitalgesellschaft
Personengesellschaft
cooperativa: Genossenschaft
consorzio: Genossenschaft
Rückgang
tasso di crescita: Wachstumsrate
chiudere in attivo: mit Gewinn abschließen
chiudere in attivo: mit Gewinn abschließen
condurre: leiten
Plus
Unterschied
leiden













