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20.03.2008
La guerra della bresaola
La Bresaola della Valtellina... ma... non parla italiano ... parla brasiliano, come ... Quanta confusione! Perché? Tutta colpa dello Zebù brasiliano, che ha tolto al bue nostrano non solo le mucche ma anche la reputazione!
Incrociando la vacca comune con questo grande bovino con la gobba gli allevatori brasiliani hanno ottenuto un animale con una carne durissima ed estremamente magra. Ma cosa c’entra quello che accade nello sconfinato Brasile con la nostra piccola Valtellina?
C’entra molto purtroppo, o fortunatamente perché la “nostra“ Bresaola da anni ormai è fatta con la carne brasiliana.
E noi sempre convinti di mangiare qualcosa di nostrano, carne dei nostri buoi bergamaschi, ne siamo un po’ delusi. “Sono decenni che acquistiamo carne brasiliana – queste parole le dice proprio il presidente del consorzio che tutela la bresaola della Valtellina – e il motivo è semplice: solo quella va bene per il nostro prodotto. Quella italiana ed europea sono troppo grasse ...e poi bisogna ricordare che lo zebù è un bovino come gli altri ...“.
Dal 31 gennaio però l’Unione Europea ha messo un freno ai “latin lover“ dei pascoli brasiliani, ha imposto al Brasile così tante norme che di fatto riducono l’esportazione della carne in modo massiccio.
In Italia quindi grande polemica, l’Uniceb - Unione degli Importatori di carne, teme per la morte annunciata e prematura della bresaola, il ministro de Castro, per tranquillizzarli promette di parlare a Bruxelles a favore dell’importazione bovina, e chiaramente si espone alle critiche impietose della Coldiretti che lo accusa: “È particolarmente grave che un ministro anzichè valorizzare la produzione made in Italy di carne bovina, intervenga a favore dell’importazione di carne dal Brasile“ Secondo la Coldiretti quella carne va bloccata anche “per evitare che nei piatti dei cittadini europei finiscano carni provenienti da zone a rischio di malattie come l’afta epizootica“ rischio che l’Uniceb non riconosce.
Comunque al di la’ delle polemiche siamo completamente d’accordo con Carlo Petrini, fondatore del movimento Slow Food che scrive sul giornale “la Repubblica“: “ [...] La Bresaola è un prodotto a marchio igt, Indicazione geografica tipica. È certo un prestigioso prodotto della tradizione italiana. Ma a cosa serve difendere i prodotti della nostra tradizione se non se ne difende la filiera, il territorio, la specificità? E quale pianeta staremmo difendendo con questo andirivieni via mare di animali all’andata e bresaola al ritorno? [...] Se le nostre carni non sono più abbastanza magre per la nostra bresaola, vuol dire che è ora di far uscire gli animali dai loculi in cui li stiamo allevando, di valorizzare le razze che prediligono il pascolo, di smettere di produrre cibo con l’unico obiettivo di risparmiare denaro. Spero che da oggi tutti i consumatori che amano, come me, la bresaola pretendano di leggere in etichetta la provenienza della carne“.
In Italia quindi grande polemica, l’Uniceb - Unione degli Importatori di carne, teme per la morte annunciata e prematura della bresaola, il ministro de Castro, per tranquillizzarli promette di parlare a Bruxelles a favore dell’importazione bovina, e chiaramente si espone alle critiche impietose della Coldiretti che lo accusa: “È particolarmente grave che un ministro anzichè valorizzare la produzione made in Italy di carne bovina, intervenga a favore dell’importazione di carne dal Brasile“ Secondo la Coldiretti quella carne va bloccata anche “per evitare che nei piatti dei cittadini europei finiscano carni provenienti da zone a rischio di malattie come l’afta epizootica“ rischio che l’Uniceb non riconosce.
Comunque al di la’ delle polemiche siamo completamente d’accordo con Carlo Petrini, fondatore del movimento Slow Food che scrive sul giornale “la Repubblica“: “ [...] La Bresaola è un prodotto a marchio igt, Indicazione geografica tipica. È certo un prestigioso prodotto della tradizione italiana. Ma a cosa serve difendere i prodotti della nostra tradizione se non se ne difende la filiera, il territorio, la specificità? E quale pianeta staremmo difendendo con questo andirivieni via mare di animali all’andata e bresaola al ritorno? [...] Se le nostre carni non sono più abbastanza magre per la nostra bresaola, vuol dire che è ora di far uscire gli animali dai loculi in cui li stiamo allevando, di valorizzare le razze che prediligono il pascolo, di smettere di produrre cibo con l’unico obiettivo di risparmiare denaro. Spero che da oggi tutti i consumatori che amano, come me, la bresaola pretendano di leggere in etichetta la provenienza della carne“.
Rind
acquistare: Kaufen
Bremse
esporsi alle critiche: sich der Kritik aussetzen
verteidigen, schützen
loculo: Grabnische
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