NOTIZIE
20.08.2009
La Cassazione bacchetta i politici: stop a urla, insulti e offese
Applicando il giro di vite, la quinta sezione penale (sentenza 31096) ha confermato 300 euro di multa, oltre al risarcimento dei danni, nei confronti di un consigliere comunale siciliano di Roccella Valdemonte che, nel corso della seduta consiliare, aveva dato del 'cretino' ad un esponente di opposizione. Inutilmente Massimo S., già condannato dal Tribunale di Taormina nel giugno 2008, ha invocato clemenza davanti ai giudici della Cassazione sostenendo che il gergo utilizzato ''rientra ormai nel linguaggio polemico in uso dai partecipanti alla competizione politica''.
La linea difensiva non ha fatto breccia tra gli ermellini che, confermando la condanna per ingiuria al consigliere comunale, hanno rilevato che ''l'esercizio del diritto al dissenso in un'assemblea di democrazia rappresentativa non puo' essere considerato fatto ingiusto, legittimante nei soggetti politici contestati uno stato d'ira che possa attenuare la gravità di una violazione di legge''. E questo perché, rilevano i supremi giudici ''in campo politico lo stato d'ira equivale a stato di intolleranza ma perché nella dialettica politica, ai livelli alti e meno alti, il fastidio creato dalla critica e dalla diversità del contendente è un prezzo che in democrazia va pagato per intero, senza sconti''.
Ecco perché gli ermellini si appellano allo Stato affinché nei confronti dei politici ''inadempienti'' non vengano ''fatte riduzioni nell'applicare le sanzioni''. Seguendo questo ragionamento, la Cassazione ha inoltre confermato la stessa condanna per ingiuria a 300 euro di multa nei confronti di un altro consigliere comunale Giuseppe S. colpevole di aver accusato il consigliere comunale Giovanni D. D. di avere ''trafugato degli atti al Comune''.
In definitiva la Cassazione mette in chiaro che ''non appare convincente la tesi sull'esistenza nella nostra democrazia di una superiore area (il confronto politico) in cui si sarebbe sedimentata, grazie ad un lessico fatto di ingiurie reciproche una sorta di desensibilizzazione ai termini offensivi, che perderebbero, per consuetudine, rilevanza penale innanzitutto per gli argomenti gia' espressi in ordine all'intera cittadinanza''.
Accettare, infatti, una politica fatta di insulti significherebbe invocare per i politici un ''trattamento di favore'', una ''inamissibile disuguaglianza'', dice la Suprema Corte, ''davanti alla legge''.
insulto: Beleidigung
intimare: auffordern
Oberstes Gericht
herabwürdigend
unzulässig
applicare il giro di vite: die Zügel straffer anziehen
confermare: bestätigen
Schadenersatz
blöd
Gnade
Jargon
fare breccia: für sich einnehmen
ermellino: hier Richter
Meinungsverschiedenheit
Zorn
Störung
inadempiente: nicht erfüllend
trafugare: entwenden
schlagend
sedimentato: abgelagert
Gewohnheit
Bedeutung
ALTRE NOTIZIE
- Login o registrati per inviare commenti













