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Il vino? Un lusso che costa molto meno di altri
Verona - (Labitalia) - Il vino, anche in tempi di crisi, può essere un 'piccolo lusso' quotidiano, molto meno costoso di tanti altri sfizi che ci sembrano economici, ma che, a conti fatti, in termini assoluti non lo sono affatto. E' quanto emerge da un'analisi di www.winenews.it , uno dei siti più cliccati dagli enonauti italiani, dedicata proprio al valore percepito di alcuni prodotti, completamente distorto dalle strategie di marketing: alcune merci sono infatti considerate nell'opinione comune molto care, in termini di valore assoluto, mentre in realtà costano meno di tante altre considerate a buon mercato. Se ben il 73% degli italiani afferma di amare il vino quando si tratta di mettere mano al portafoglio le cose cambiano.
Per una bottiglia di vino quotidiano, il 53,1% vorrebbe spendere tra i 2 e i 4 euro (addirittura il 20,7% starebbe volentieri sotto i 2 euro). Il 17,3% prevede tra i 4,5 e i 6 euro, ma solo il 2,6% sarebbe disponibile a spendere tra gli 8,5 e i 10 euro. Solo l’1,4% andrebbe sopra i 15 euro (indagine del Centro Studi Vinitaly-Verona Fiere con BocconiTrovato&Partners sull’identikit del consumatore di vino italiano). In molti sono incerti anche davanti a un'etichetta da 6-7 euro. Di contro, assistiamo al boom degli 'energy drink' (+15% nel 2009): una lattina da 225 ml, al supermercato, costa circa 1,50 euro.
Un buon bicchiere di vino contro il logorio della vita moderna, per rallentare i ritmi e recuperare un po' di calma? Se sembra costoso mescerne uno da una bottiglia da 10-11 euro, secondo www.winenews.it, deve sembrare davvero più economico farsi un piatto di insalata di 'quarta gamma', pronta da condire e mangiare appena tirata fuori dalla busta (consumi cresciuti dell'11% nel 2009): quasi 2 euro per 150 grammi, ovvero 13 euro al chilo, contro l'1,70 euro della classica insalata da lavare, tagliare, preparare ecc.
Ma un buon bicchiere di vino può essere consumato non solo ai pasti, di tanto in tanto. Può essere anche uno sfizio 'estemporaneo', una sorta di piccola gratificazione che spezza la routine di una giornata. Proprio come la cioccolata, i cui consumi sono aumentati del 12% nel 2009. Certo, secondo www.winenews.it , è più 'pratica' di un buon bicchiere, forse anche più golosa. E costa meno. O almeno dovrebbe: quel cioccolatino, buono ma industriale, che si acquista di solito a fine spesa, negli espositori strategicamente collocati davanti alla cassa, ha un prezzo piccolo piccolo. Però, a ben vedere, costa anche 30 euro al chilo. E arriva anche a 50 se si compra al bar o in drogheria, magari per accompagnare un buon caffè. E a 50 euro alla bottiglia, di grandi vini ce ne sono davvero tanti.
Notizia concessa dal gruppo adnkronos.













