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05.05.2009
Fusione Fiat-Opel?
E’ ufficiale: la Fiat (www.fiat.it) vuole la fusione con la Opel, il governo tedesco non è contrario, l’amministratore delegato della casa torinese Sergio Marchionne è arrivato in Germania annunciando che non chiuderà nessuna fabbrica Opel in terra tedesca anche se il personale sarà ridotto. Si tratta quindi ed entro fine maggio Marchionne vuole l’accordo per creare con Opel, General Motors e Fiat il secondo gruppo automobilistico mondiale. Una meta ambiziosa. Sin qui i fatti in continua evoluzione. Al di là della cronaca, cosa ha di interessante questa storia vista dagli italiani di Germania ? Innanzitutto la reazione scettica di molti ambienti tedeschi alla notizia: come è possibile che la Fiat, casa automobilistica italiana che non offre garanzie di qualità, possa acquisire la Opel?
L’industria dell’auto in Germania è una cosa seria. L’interrogativo dei tedeschi è stato: ci si può fidare della Fiat, che garanzie dà? Scetticismo, pregiudizio quello tedesco o semplici e lettigime domande? Ora che la Fiat ha concluso un accordo storico con l’americana Chrysler e Sergio Marchionne è arrivato in Germania con un piano vero, l’offerta italiana viene presa sul serio. Diciamolo, Marchionne è il manager italiano più capace. Lo ha dimostrato e comincia a essere apprezzato anche in Germania. Serio, intraprendente, rigoroso e affidabile. Un italiano da esportazione. Senza voler fare del facile nazionalismo, è bello vedere un italiano capace fare “una bella figura” in Germania e che fa bene all’immagine dell’Italia. Ne abbiamo bisogno.
L’industria dell’auto in Germania è una cosa seria. L’interrogativo dei tedeschi è stato: ci si può fidare della Fiat, che garanzie dà? Scetticismo, pregiudizio quello tedesco o semplici e lettigime domande? Ora che la Fiat ha concluso un accordo storico con l’americana Chrysler e Sergio Marchionne è arrivato in Germania con un piano vero, l’offerta italiana viene presa sul serio. Diciamolo, Marchionne è il manager italiano più capace. Lo ha dimostrato e comincia a essere apprezzato anche in Germania. Serio, intraprendente, rigoroso e affidabile. Un italiano da esportazione. Senza voler fare del facile nazionalismo, è bello vedere un italiano capace fare “una bella figura” in Germania e che fa bene all’immagine dell’Italia. Ne abbiamo bisogno.
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