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Fisco, solo tre italiani su mille dichiarano più di 150mila euro
Roma - (Adnkronos/Ign) - Solo 3 contribuenti su 1.000 guadagnano più di 150mila euro l'anno. Questo 0,3% più ricco del Paese, che è rappresentato da 149mila persone, è formato in prevalenza da lavoratori dipendenti e pensionati: tra i lavoratori autonomi o con redditi da terreni o fabbricati, infatti, solo 20.400 hanno dichiarato nel 2008 più di 150 mila euro. E' quanto emerge dai dati dell'Agenzia delle Entrate relative alle dichiarazioni dei redditi 2008. I contribuenti che hanno denunciato redditi da lavoro dipendente per l'anno d'imposta 2008 sono stati poco più di 21 milioni. Il reddito medio dichiarato è stato di 21.660 euro (1.805 euro al mese), l'1,12% in più rispetto al 2007 ma meno dell'inflazione che nel 2008 è stata del 3,3%. I redditi dei 15 milioni di pensionati, in media pari a 17.070 euro (1.422 euro al mese), sono cresciuti del 2,15%.
La maggior parte dei lavoratori dipendenti si concentra tra 10 e 50mila euro, ma ci sono circa 5,2 milioni di contribuenti sotto i 10mila euro. Anche per quanto riguarda i pensionati, il gruppo maggiore, con 9 milioni di persone, si trova tra 10 e 50mila euro, ma quelle che stanno sotto 10mila euro sono ben 5,7 milioni. Dalle tabelle dell'Agenzia emerge inoltre che per quanto riguarda i professionisti tra il 2007 e il 2008 i redditi sono cresciuti in media del 3,3%. Hanno sofferto, invece, artigiani e commercianti che l'anno scorso hanno dichiarato un reddito medio di 17.977 euro, pari a 1.498 euro al mese, appena sopra quello dei pensionati, e solo lo 0,65% in più di quanto avevano dichiarato nel 2007. ''I dati sul fisco resi noti - ha osservato il leader del Pd Pierluigi Bersani - mostrano che c'è molto lavoro da fare per riuscire, almeno vagamente, a somigliare a un paese europeo in termini di equità e fedeltà fiscale. Il governo ci costringe a camminare coi passi del gambero, spara promesse a vuoto e diffonde una mentalità condonistica.
Il risultato è che chi paga le tasse non hai mai pagato così tanto''. Per Italo Bocchino (Pdl), ''i dati dimostrano che in Italia serve una riforma fiscale radicale che restituisca equità ed eviti che una minoranza di più deboli paghi per i furbi''. Secondo il viceministro della Lega Nord Roberto Castelli, dalle statistiche sulle dichiarazioni dei redditi ''si evince che senza ombra di dubbio in Italia c'è una forte evasione. Ma le statistiche nazionali non dicono la verità, essendo valida la classica teoria dei due polli, per cui se in una parte del Paese si mangiano due polli e in un'altra nessun pollo, allora per le statistiche nazionali si mangia un pollo a testa''. Per avere una visione reale del Paese, ha concluso, ''è assolutamente necessario rendere note all'opinione pubblica le statistiche regionali, da cui si vedrebbe chiaramente dove si annida l'evasione. Perché i giornali pervicacemente si rifiutano di fare opera di verità?''.
Notizia concessa dal gruppo adnkronos.![]()
Leggi il commento di Mario Trabalza su questa notizia.
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