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26.10.2008
Emergenza sanitaria nelle carceri milanesi
L'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, in visita al carcere di San Vittore (Foto: Ansa)
Nessuno certo pensa alla cella di un carcere come alla stanza di un albergo a 5 stelle né a quella di una comoda pensione, ma stando al rapporto dell’Azienda sanitaria locale di Milano, nelle carceri lombarde si è superato ogni limite. In alcuni reparti del carcere di San Vittore e della casa circondariale di Monza, le condizioni igienico-sanitarie sarebbero tali da violare l’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo, e l’articolo 27 per il quale in nessun caso la legge può infligere pene e trattamenti contrari al senso di umanità.
L’ispezione da parte degli ufficiali sanitari è stata ordinata dal nuovo presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano Pasquale Nobile de Santis, responsabile (anche per quello che riguarda le condizioni di detenzione) degli oltre 8.000 reclusi nelle carceri lombarde. Poco dopo aver assunto il suo incarico, il magistrato ha fatto un giro nelle carceri di sua competenza e resosi conto della situazione ha richiesto all’autorità sanitaria un approfondito e scrupoloso esame. L’esito dell’ispezione è per certi versi choccante, in particolare per quello che riguarda il sovraffollamento degli istituti penitenziari.
Il numero dei reclusi supera del doppio e in certi casi del triplo, la capienza degli istituti di pena che li ospitano. Solo per fare un esempio, nel “sesto raggio” del carcere di San Vittore, i detenuti sono costretti in 6 in celle di 3 metri per 2 metri, nelle queli quasi tutto lo spazio è occupato da due letti a castello di tre piani. In pratica nella cella i 6 detenuti non possono stare tutti in piedi contemporaneamente. Per sgranchirsi le gambe devono fare i turni.
Uno stato di cose insostenibile che ha bisogno di una soluzione immediata. Per questo Nobile de Santis si è rivolto direttamente al ministro della Giustizia Angelino Alfano, per rimediare a una situazione di fronte alla quale non si può continuare a voltare il capo dall’altra parte.
L’ispezione da parte degli ufficiali sanitari è stata ordinata dal nuovo presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano Pasquale Nobile de Santis, responsabile (anche per quello che riguarda le condizioni di detenzione) degli oltre 8.000 reclusi nelle carceri lombarde. Poco dopo aver assunto il suo incarico, il magistrato ha fatto un giro nelle carceri di sua competenza e resosi conto della situazione ha richiesto all’autorità sanitaria un approfondito e scrupoloso esame. L’esito dell’ispezione è per certi versi choccante, in particolare per quello che riguarda il sovraffollamento degli istituti penitenziari.
Il numero dei reclusi supera del doppio e in certi casi del triplo, la capienza degli istituti di pena che li ospitano. Solo per fare un esempio, nel “sesto raggio” del carcere di San Vittore, i detenuti sono costretti in 6 in celle di 3 metri per 2 metri, nelle queli quasi tutto lo spazio è occupato da due letti a castello di tre piani. In pratica nella cella i 6 detenuti non possono stare tutti in piedi contemporaneamente. Per sgranchirsi le gambe devono fare i turni.
Uno stato di cose insostenibile che ha bisogno di una soluzione immediata. Per questo Nobile de Santis si è rivolto direttamente al ministro della Giustizia Angelino Alfano, per rimediare a una situazione di fronte alla quale non si può continuare a voltare il capo dall’altra parte.
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