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15.06.2009
Colf Made in Italy
Le donne italiane ritornano a fare le colf (sigla che sta per Collaboratrici familiari). Da diversi anni questa professione era diventata appannaggio delle straniere ma ora, con la crisi, le donne italiane sono pronte a riconquistare questa possibilità di lavoro che in tempi migliori avevano rifiutato. “Dopo l’arrivo di tante donne straniere torniamo ad occuparci anche delle italiane che chiedono di fare servizi a ore per arrotondare il reddito familiare magari messo in crisi da un licenziamento o dalla cassa integrazione“ - spiega Pina Brustolin -, responsabile nazionale delle Acli Colf, l’associazione di categoria più diffusa nel campo dei lavori domestici. Secondo il profilo tracciato dalle Acli Colf, la collaboratrice domestica italiana è sposata, separata o vedova di età superire ai 40 anni, svolge prevalentemente lavori domestici a ore, raramente si dedica agli anziani e comunque non in forma di co-residenza. Al contrario della colf straniera, che vuole essere assolutamente messa in regola per non incorrere in problemi con il permesso di soggiorno, l’italiana si vergogna e preferisce farsi pagare in nero (dai 6 ai 9 € all’ora) perché considera questo lavoro come un modo di "arrotondare“ temporaneo, un’occupazione di ripiego.
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