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27.03.2009
Carta d’identità per il vino rosato
Rosso, bianco e rosato. Nelle tavole dei consumatori italiani e del Nord Europa, sta trovando sempre più spazio il vino rosato o rosé. Fresco, leggero, bevuto maggiormente in estate anche se ormai il vino rosato non ha nulla da invidiare ai vini rossi e bianchi. L’Unione europea ha approvato all’unanimità una nuova "carta d’identità" per il vino rosato. Dal prossimo agosto ci sarà l’etichetta "vino rosato tradizionale" che permetterà la distinzione con il rosato ottenuto semplicemente dalla miscela tra vini bianchi e rossi e quindi di qualità decisamente inferiore. A volerlo sono stati i vignaioli italiani e francesi, l’Italia e la Francia sono i maggiori paesi europei produttori di rosé, preoccupati dalla concorrenza sleale di vini economici e di scarsa qualità, prodotti in altri paesi e spacciati per autentici rosé. Oltre alla dicitura "vino rosato tradizionale", sarà introdotta quella facoltativa "rosato da miscelazione", se il vino è frutto dalla miscelazione tra rosso e bianco. In Italia la decisione dell’Ue ha prodotto nel mondo agricolo delle reazioni non molto positive: la Coldiretti (www.coldiretti.it/) ha gridato "allo scandalo" perché, dando il via libera al vino rosé ottenuto da miscelazione, si abbassa la qualità del prodotto. Meno dura la reazione di Confagricoltura (www.confagricoltura.it/Pages/default.aspx) che parla di “segnale positivo”, anche se sarebbe stato più opportuno rendere obbligatoria l’etichetta sui vini miscelati.
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