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17.04.2009
Abruzzo in cerca di normalità
L’Abruzzo sconvolto dal terremoto del 6 aprile scorso cerca, con fatica, di tornare alla normalità. Da ieri si sono riaperte le scuole, improvvisate in una gigantesca tenda. Mentre infuriano le polemiche sulle case crollate con troppa facilità, il governo calcola che per la ricostruzione ci vorranno circa 12 miliardi di euro. Guido Bertolaso, capo della Protezione civile (www.protezionecivile.it), stima che circa 20mila persone non potranno fare ritorno nelle loro abitazioni perché completamente inagibili. Da dove arriveranno i soldi? Il governo sta studiando un contributo da applicare ai redditi superiori a 130-140 mila euro annui. Intanto continua la gara di solidarietà dei tanti cittadini che stanno dando qualcosa per i terremotati, soprattutto attraverso la Protezione civile. Oltre al denaro e a quando saranno ricostruite le case, la grande preoccupazione è come verranno spesi i soldi e a chi verranno dati gli appalti. Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha parlato chiaro, denunciando il pericolo di “infiltrazioni mafiose” nelle ditte che saranno incaricate della ricostruzione. Grasso propone la creazione di una lista di aziende “pulite”. Il rischio che le organizzazioni criminali gestiscano l’immensa somma di denaro per la ricostruzione è altissimo. Meglio intervenire prima che sia troppo tardi. Le esperienze del passato, purtroppo, insegnano.
Erdbeben
Zelt
infuriare: rasen
Wiederaufbau
reddito: Einkommen
appalto: Auftrag
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